La speranza nella tragedia di Barcellona aveva un nome e un volto dolcissimo. I capelli scuri e gli occhi del piccolo Julian Cadman, sette anni. Il bimbo australiano che tutti cercavano dal giorno dell’attacco che ha squarciato il cuore di Barcellona. Le sue foto erano rimbalzate su tutti i siti, l’appello disperato del nonno e dei parenti per quel bimbo che nessuno riusciva a trovare e che nella città catalana era insieme alla madre, rimasta ferita ma non in pericolo di vita. Sabato, la notizia che tutto il mondo aspettava, e che sembrava davvero segnare un piccolo lieto fine in questi giorni di angoscia. Sembrava che Julian fosse stato trovato, vivo. Ferito ma vivo, e ricoverato in ospedale. Poi i nuovi dubbi e infine la smentita. Il bimbo è morto: lo ha confermato l’ufficio spagnolo per le persone scomparse e lo ha annunciato SkyNews su Twitter.Erano stati i principali media spagnoli ad annunciarlo: Julian è vivo, ed è ferito. Il Mossos, la polizia spagnola, aveva confermato che non risultavano più dispersi nell’attacco ma aveva precisato che le comunicazioni sulle sue condizioni sarebbero state fatte in primo luogo ai familiari. Al padre appunto, che mentre le notizie si inseguivano era arrivato a Barcellona.E qui i nuovo dubbi. Perché al suo arrivo Andrew è stato portato subito in obitorio. Non in ospedale, dove si trova di sicuro ricoverata la moglie Jom, e dove avrebbe dovuto trovarsi Julian. Ma all’istituto di scienze forensi. Dove sarebbe rimasto per circa un’ora. Nell’ospedale Vell d’Hebron Andrew, 42 anni, ci è andato solo dopo. Un elemento che ha fatto temere il peggio. Nessuna traccia di lui, in nessuno dei tre istituti dove sono ricoverati i feriti dell’attentato. La polizia ha fatto sapere di «non poter dare informazioni perché non c’è stato nessun riconoscimento ufficiale». Dopo qualche ora di speranza, arriva la conferma: è tra le vittime.
Foto e fonte Cor. Sera
