Arpino – Il Passo carrabile a raso non va pagato!

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Il Passo carrabile a raso non va pagato!
E’ questa la decisione del Giudice di Pace di Sora che, con sentenza del 14 dicembre
2024, ha annullato la Cartella di Pagamento emessa dall’Agenzia Entrate
Riscossione nei confronti di un’anziana pensionata residente nel comune di Arpino
e condannato la Provincia di Frosinone al pagamento delle spese processuali.
Ma ricostruiamo i fatti. La cittadina del paese di Cicerone si era vista recapitare,
nel lontano 2022 ben due avvisi di accertamento con i quali la nostra Provincia
reclamava il pagamento di canoni COSAP relativi agli anni 2017 e 2018, per un
importo totale di ben 200 euro.
Peraltro, solo uno di questi avvisi era relativo all’ingresso dell’abitazione dove
risiede la signora mentre il secondo era relativo a quello dell’abitazione
confinante di cui la signora non è né proprietaria né utilizzatrice di fatto.
Proprio questo secondo avviso l’ha insospettita che, dopo aver chiesto chiarimenti
telefonicamente, ha inviato anche una comunicazione scritta in autotutela alla
Provincia, spiegando tra l’altro che, trattandosi di passi “a raso” il canone non era
dovuto perché non veniva occupato alcun spazio pubblico.
Tuttavia, la questione non si è risolta in questa sede e, nel 2023 alla signora veniva
notificata la cartella esattoriale in questione il cui importo era nel frattempo
lievitato a circa 350,00 euro che è stata impugnata davanti al Giudice di Pace nella
cui sentenza si legge: <<Accoglie la domanda della Ricorrente e, per l’effetto,
annulla la Cartella di Pagamento emessa da Agenzia delle Entrate Riscossione e
condanna la Provincia di Frosinone alla refusione delle spese di lite>>. Si legge,
inoltre: <<COSAP significa Canone di occupazione di suolo ed aree pubbliche:
quindi, se non c’è occupazione non c’è neanche canone>>.
Si spera che la Provincia abbia compreso la questione perché, nel frattempo, ha
inviato alla signora altri due avvisi di accertamento, relativi ad annualità
successive che, si spera, vengano annullati d’ufficio.
Comunicato stampa Massimo Iafrate

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