Una curiosa ordinanza firmata poco fa dal sindaco di Arpino Renato Rea sta suscitando ilarità.Nell’atto si legge che le decisioni di riaprire alcune strutture e di ripristinare servizi (oltre al Parco, anche i Musei, la Pro Loco, il ritorno del mercato domenicale, dopo le proteste dei cittadini anche il cimitero…) sono legate al Coronavirus. Si citano infatti i Decreti del Presidente del Consiglio dei ministri e precedenti ordinanze sindacali.Magari sarà vero per il resto, non certo per l’area verde attrezzata degli ex Barnabiti fatta sistemare dall’ex sindaco Fabio Forte. In altre parole Rea sta cercando di far passare la ‘storica’ chiusura del Parco di Palazzo Sangermano come conseguenza dell’emergenza sanitaria esplosa tre mesi fa.Le cose, tuttavia, non stanno affatto così perchè il Parco è chiuso (ma non per tutti) da oltre tre anni. Ed è stato sbarrato con un foglio A4 recante imprecisate manutenzioni affisso sul cancello senza timbro e firma (dettaglio quest’ultimo non trascurabile), come peraltro riportato in più occasioni dalle cronache di questi ultimi anni.Forse, ed è questa l’unica spiegazione plausibile, il sindaco Rea ha cercato l’escamotage per superare una questione ancora aperta. La sollevò il consigliere comunale di minoranza Mauro Iafrate che di fronte alla perdurante chiusura dell’area pubblica presentò una circostanziata interrogazione alla quale Rea non ha mai risposto, rivolgendosi anche alla stazione dei Carabinieri e quindi al Prefetto di Frosinone. Iafrate chiese gli atti tramite i quali il Parco venne sbarrato ma Rea non li ha mai forniti. Chissà perchè? Forse non ci sono e in questo caso un’area pubblica destinata alle famiglie, ai bambini, agli anziani è stata chiusa arbitrariamente, ovvero con un abuso.’Il mio obiettivo – spiega Iafrate – era ed è quello di restituire l’area verde attrezzata ai cittadini, dai quali in più occasione ho raccolto decine di lamentele a causa del fatto che erano impossibilitati a frequentare i giardini del Palazzo Sangermano, atteso che da quando comanda Rea, cioè da sette anni, anche quelli del Belvedere sono chiusi ed abbandonati’.Insomma, il virus non c’entra nulla con il Parco. L’impressione è che Rea abbia provato a fare il furbo. Invano!
Lu
Arpino (FR) – Palazzo Sangermano, riapre il parco ma il virus non c’entra nulla
