La sorte dell’antico cancello del Parco di Palazzo Sangermano torna ad appassionare diversi cittadini, alcuni di questi schierati politicamente, che sui social stanno scrivendo tutto e il contrario di tutto. Compresa qualche considerazione sconclusionata e poco coraggiose allusioni che tentano di inquadrare la misteriosa sparizione in un periodo, guarda caso, ben definito quasi con precisione millimetrica.
Della serie mancano solo nome e cognome, che nessuno fa naturalmente.
Tuttavia, fino a quando si tratta di semplici cittadini, anche in forma anonima, che per le più disparate ragioni alimentano sospetti e dubbi, c’è poco da meravigliarsi. Diversamente dalla comparsa sulla scena del sindaco Renato Rea che rilanciando un suo post del giugno del 2017, ha ribadito che ‘purtroppo non solo il cancello è sparito, ma anche lampadari, porte, pavimenti…’.
In altre parole, secondo il primo cittadino, Palazzo Sangermano sarebbe stato depredato, perchè la sparizione sa tanto di furto, cioè un reato penale, che per legge il pubblico ufficiale è tenuto a segnalare.
Quindi il sindaco, legale rappresentante del Comune e dei suoi beni e pubblico ufficiale, ha presentato una o più denunce? E in questo caso che fine hanno fatto le eventuali denunce?
Ed ancora, il sindaco ha effettuato verifiche presso l’Ufficio tecnico del Comune per cercare possibili elementi utili a stabilire la verità?
Magari basterebbe tirare fuori le carte degli ultimi lavori eseguiti da almeno trent’anni a questa parte dentro e fuori il palazzo, dare uno sguardo agli appalti e soprattutto ai capitolati di gara. Perché forse la verità sta nascosta proprio nelle carte. E fra le carte potrebbe spuntare anche la verità sulla sorte delle migliaia di antichissimi mattoncini (un vero e proprio tesoro) con i quali erano pavimentati centinaia di metri quadrati della mansarda del palazzo.
Il resto sono chiacchiere inutili. Come al solito!
Arpino (FR) – Palazzo Sangermano, è caccia alle streghe!
