Ormai non ci sono più dubbi. A distanza di un anno dall’attivazione del servizio, l’auto sociale è un fallimento totale. Nonostante decine di migliaia di euro di pubblicità che commercianti, imprese e aziende del paese e del comprensorio stanno pagando e continueranno a pagare nei prossimi anni, l’iniziativa finisce nell’occhio del ciclone. E come sempre più spesso capita, i destinatari delle proteste sono gli amministratori comunali. Più di qualcuno che ha investito i propri soldi nella pubblicità viaggiante è fortemente deluso. Il dito è puntato contro il Comune, che nei fatti ha beffato gli inserzionisti. Si, perchè la vettura sociale viaggia pochissimo a causa del fatto che non c’è l’autista. O meglio, l’autista c’è ma spesso è impegnato su altri mezzi. E così la pubblicità pagata a caro prezzo (anche il servizio si paga in base all’Isee) non si vede in giro. Gira, al contrario, la voce secondo cui almeno uno di quelli che hanno impresso l’immagine della propria attività sulla fiancata della macchina sta rivolgendosi ad uno studio legale per valutare eventuali azioni di risarcimento. Insomma, un servizio che sembrava utile, presentato in pompa magna, si è trasformato almeno per ora in una colossale presa in giro. A questo si aggiunge che l’auto sociale è perennemente in sosta in quello che dovrebbe essere un Centro culturale. Almeno questo era lo scopo della donazione Felluca. Ed è desolatamente ridotta a parcheggio riservato. Per un’auto… asociale!
Luk
Arpino (FR) – Palazzo Felluca, da centro per la cultura a parcheggio per l’auto “asociale”
