Un lento ed inesorabile declino. Per la prima volta nella sua storia la città di Cicerone piomba sotto i 7.000 abitanti. Al 31 ottobre, ultimo dato disponibile, erano 6.980. In diminuzione.
Numeri sui quali sarebbe opportuno soffermarsi quantomeno per un’analisi approfondita di un fenomeno, seppur generalizzato nel comprensorio, che non può non destare preoccupazione. In pratica, stando al trend che dura da decenni (tranne nel periodo dal 1970 al 1990 quando si apprezzò una sensibile crescita), ogni anno il paese perde 15/20 famiglie, cioè i decessi superano di molto le nascite. Un’emorragia che dovrebbe far riflettere, evitando di assistere al tracollo con indifferenza e rassegnazione. Ogni tanto e solo grazie ad isolate iniziative mediatiche, risuona l’allarme. Che dura giusto il tempo di un caffè al bar. Poi il silenzio. Nemmeno un tentativo, una proposta o una soluzione per arginare la tendenza al ribasso. Niente di niente. Non se ne parla proprio, a parte qualche sporadica considerazione. Sembra tanto un argomento da evitare, perché scomodo da affrontare, per nulla conveniente.
Ma la situazione non cambia, anzi è destinata a peggiorare: gli arpinati stanno sparendo.
Foto da Lunic
