Arpino (FR) – Gestione mensa, il chiarimento di Bernardo Maria Giovannone

dino_giovannone

La mensa ad Arpino, purtroppo, ancora non è partita  a quasi due mesi dall’inizio delle lezioni dopo che negli ultimi anni il servizio era iniziato sempre entro il 30  settembre ed era stato espletato direttamente dalla scuola in modo puntuale per garantire un servizio di qualità . E’ necessario però fare chiarezza in una vicenda che ha visto in questi giorni parole in libertà anche da chi dirige che,  sin dal primo giorno, mi contattò per informarmi di voler ridare la mensa al comune. Ora io voglio chiarire che la gestione diretta della mensa la concordammo con l’amministrazione di Arpino per  eliminare finalmente la ditta esterna che aveva causato tanti dissensi e malumori   da parte delle famiglie e fu una grande conquista con soddisfazione di tutti. Certo io preside non ero obbligato, però NELL’INTERESSE DEI BAMBINI DELLA MIA CITTA’ mi sono assunto questa grande responsabilità che ha consentito di avere già a monte prodotti di qualità. Infatti ai bandi fatti dalla scuola  potevano partecipare solo ditte con  la certificazione CE, cioè ditte che ad esempio se si occupavano di carne avrebbero dovuto avere un controllo ad ogni macellazione e non a campione come di solito si fa.La gestione è stata sempre puntuale, corretta e all’insegna delle massime garanzie igienico sanitarie a tal punto che tutti i controlli effettuati negli anni dal Servizio nutrizionale della Asl, dal Servizio veterinario, dalle autorità di pubblica sicurezza hanno sempre dato un esito soddisfacente. Mai un rilievo e mai in questi anni un bambino ha avuto un problema legato alla mensa gestita direttamente e orgogliosamente da noi. Ora io voglio dire a chi mesta nel torbido che il personale era tutto preparato e formato. Infatti a tutti avevamo fatto fare l’Haccp e quindi sapevano come comportarsi nella manipolazione degli alimenti. Questo lo abbiamo potuto fare però perché con determinazione e coraggio abbiamo, con un atto di forza, riaperto il Convitto Nazionale, miseramente chiuso per note responsabilità di alcuni politici locali e non, con la formula del CONVITTO DIFFUSO e annesso come scatola vuota all’Istituto comprensivo. Ciò consenti di avere il personale e quindi educatori, guardarobieri , cuochi, collaboratori scolastici che nei convitti espletano regolarmente il servizio di refezione scolastica. Con la riapertura abbiamo istituito il ” Semicollege” nei vari plessi con orario fino alle 17,30 o 18,30 con mensa interna, assistenza allo studio e attività integrative come il nuoto, l’inglese etc. Avendone dunque la possibilità abbiamo allargato la mensa anche agli altri alunni dell’Istituto con la disponibilità del personale e l’accordo di tutti gli organi competenti. Mai un’osservazione  o un rilievo da nessuno compresi i revisori del conto. Ad un certo punto abbiamo avuto una grande difficoltà. Sono iniziati i lavori di ristrutturazione al Convitto e abbiamo dovuto lasciare la storica cucina che nel frattempo avevamo messo a norma e per cui il servizio nutrizionale della Asl, che era venuto per un controllo, ci aveva fatto i complimenti. Cosa fare? Richiudere o andare avanti cercando altre soluzioni? Siccome io nella mia vita non mi sono fatto impressionare da nessuno se non da entità superiori ho scelto l’opzione: ANDARE AVANTI. L’ho potuto fare perché avevo uno staff sereno, capace e collaborativo che non si è mai tirato indietro davanti a nulla. Abbiamo sempre fatto fronte comune insieme agli organi collegiali, in modo particolare al Consiglio di Istituto. Quindi non ci siamo messi a cincischiare, a leggere in maniera restrittiva le norme,  a fare un passo avanti e poi uno indietro . Siamo ripartiti e abbiamo trovato la soluzione che dal punto di vista dell’idoneità ci desse tutte le garanzie. Abbiamo chiesto quindi alla cooperativa “Sciuscià”, concessionaria della piscina comunale, la disponibilità provvisoria della sua cucina in sostituzione di quella del Convitto in ristrutturazione. Dunque questa è la storia chiara e limpida della vicenda. Quindi concludo dicendo che rimando al mittente le illazioni sulla dubbia legalità dell’operazione ma soprattutto rigetto con forza e diffido chiunque a pronunciare parole in libertà  riguardanti la sicurezza igienico alimentare della nostra mensa che è stata sempre un valore aggiunto dell’Istituto  che ha soddisfatto sempre tutti i controlli di legge e che ora, con mio sommo dispiacere, sta per essere distrutta. (Qualcuno all’esterno alla scuola e non solo potrebbe avere interesse a far rientrare ditte esterne?)
Comunicato stampa a firma di Bernardo Maria Giovannone già Dirigente Scolastico-Rettore Istituto comprensivo “Cicerone” con an. Convitto Nazionale “Diffuso” “Tulliano”

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