Arpino (FR) – Chi ha vinto e chi ha straperso alle Europee. Lacrime amare per una sconfitta eclatante.

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A poco più di una settimana dalla tornata elettorale in Terra di Cicerone continua a fare eco l’esito delle Europee: ha gratificato alcuni, che ancora gioiscono, ed ha deluso molti, che dovranno continuare a leccarsi la “ferita”. Con uno stacco che sfiora il raddoppio, la “Lega Salvini” ha confermato l’andamento nazionale anche ad Arpino: una riuscita che sicuramente prescinde da chi c’è stato e chi intende esserci. Il risultato finale conta 1.131 preferenze sulle 614 del “Partito Democratico”. A bruciare è proprio il tracollo del PD: un fiasco clamoroso, un insuccesso evidente, ancora più amaro perché la fazione è stata appoggiata dall’Amministrazione Comunale, che ha propagandato in maniera manifesta la candidatura di Massimiliano Smeriglio. Un flop che ha spento la sorridente espressione dei sostenitori, “costringendoli” a mettere la coda tra le gambe e smaltire la sconfitta in silenzio.Ma chi è Massimiliano Smeriglio, che in Terra di Cicerone ha raccolto solamente 320 consensi? E’ il vicepresidente della Regione Lazio: hanno provato a far credere che «negli anni si è dimostrato vicino ad Arpino ed alla comunità», mentre effettivamente ha raggiunto il paese esclusivamente in occasione delle ultime campagne elettorali, per promettere alla cittadinanza «l’attenzione che merita», una sinergia mirata a «progettare azioni di sviluppo concrete ed utili, per rilanciare la crescita dell’immagine del paese e promuovere le eccellenze locali, per fare di Arpino un punto attrattivo mondiale». Ma soprattutto Smeriglio è colui che, al fianco di «un’Amministrazione che funziona», l’anno scorso garantiva ai cittadini «un Centro Prelievi, un CUP (Centro Unico di Prenotazione), un PUA (Punto Unico di Accesso) per agevolare i servizi, un Ambulatorio Infermieristico ed un Centro di Odontoiatria Sociale a disposizione delle persone di questa città» da realizzare in breve tempo presso i locali dell’ex Ospedale “Santa Croce”. Proclami a cui gli arpinati, con tutta l’intercessione dei reggenti, hanno risposto con una manciata di simpatia e ridimensionata fiducia.È doveroso fare un’altra scrupolosa analisi: il consigliere comunale di maggioranza Francesco Rabotti era candidato con i “Popolari per L’Italia”. Ha ottenuto 242 voti ad Arpino: le «nuove idee e solidi valori» non hanno convinto nemmeno i colleghi amministratori, dai quali Rabotti non ha avuto alcun appoggio. Alla comunità resta il rammarico di non aver creduto in un “sogno”: si poteva spingere per portare Arpino in Europa, fosse stata anche una lusinghiera utopia, una faziosa ambizione, ma avrebbe confermato lo spirito tanto esternato dalla “squadra” amministrativa che comprende lo stesso Rabotti «Arpino ha bisogno di unità, compattezza d’intenti, condividere lo stesso obiettivo, un solo insieme, tutti nella stessa direzione. Insieme Arpino può solo vincere». Propositi già dimenticati?Da plaudire il risultato del “Movimento 5 Stelle” che, nonostante il declino a livello nazionale, ha mantenuto con 562 preferenze, 133 per Fabio Castaldo, dimostrando che i pentastellati ci sono ed intendono continuare ad esserci in maniera attiva su tutto il territorio comunale.Mauro Iafrate, nominato capogruppo consiliare di “Forza Italia” poco prima della tornata elettorale, con apprezzabile umiltà riconosce la caduta del partito ed auspica che il risultato dia spunto ad «un vero momento di dibattito e di riflessione. Il tempo in cui si diceva “non vi preoccupate, va tutto bene” è finito». 347 preferenze sono troppo poche se consideriamo che in casa ha giocato anche Gianluca Quadrini, vice coordinatore regionale del partito.In conclusione, oltre alla totale disfatta del PD di Smeriglio e dei suoi sostenitori in Amministrazione Comunale, ad Arpino sorprende la riuscita di “Fratelli d’Italia”: 266 voti che arrivano in sordina, dei quali 104 per Fabrizio Ghera, che hanno richiamato particolare attenzione: adesso sotto la lente d’ingrandimento per capire da quale “felpato” appello siano arrivati.

S.P.

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