ARPINO – Capitale della cultura? Il paese fuori dalla finale

Arpino veduta

Il ‘sogno’, come qualcuno lo aveva entusiasticamente definito, è miseramente svanito.

Arpino, la città di Cicerone, non figura tra le dieci pretendenti al titolo di Capitale italiana della Cultura 2022. La notizia è di pochi minuti fa. Stando almeno all’agenzia AgCult le città finaliste sono: Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo, Procida, Taranto, Trapani, Verbania e Volterra. Hanno avuto la meglio su un lotto di 28 partecipanti. Fra questi c’era anche Arpino, che si era affidata ad un professionista per elaborare un progetto misterioso, incredibilmente secretato per ‘scelta politica’ nonostante polemiche e richieste formali di accesso agli atti.

Perchè ancora oggi gli arpinati non hanno il diritto di sapere che cosa c’è scritto sul cosiddetto dossier, cioè sono ancora tenuti all’oscuro su questioni che riguardano il loro paese.

Chissà se un giorno verrà reso pubblico, chissà se arriverà un sussulto di trasparenza e pure di umiltà. Chissà poi se è partito l’esposto preannunciato da un nutrito gruppo di cittadini. Del resto nemmeno la richiesta messa nero su bianco due mesi fa da un consigliere comunale per visionare il dossier è stata esaudita.

Davvero un peccato, in ogni caso.

Perchè se Arpino fosse entrata in finale e magari avesse vinto il titolo sarebbe cambiato tutto: ad esempio sarebbe stato revocato il dissesto finanziario appena decretato; i siti culturali non sarebbero stati più in condizioni di abbandono; l’ufficio cultura non avrebbe chiuso per ferie ad agosto; i dipendenti dell’ufficio cultura sarebbero aumentati rispetto all’attuale dotazione: un solo dipendente che poi è il dirigente; i musei sarebbero stati aperti tutti i giorni; la biblioteca super frequentata. E poi il paese si sarebbe riempito di decine, forse centinaia di migliaia di visitatori che avrebbero parcheggiato nell’area di sosta del Ponte dove nel frattempo sarebbe stato rimosso il deposito di monnezza da due anni in costruzione, oppure alle Volte dove sarebbero stati ritinteggiati i muri e profumati i bagni pubblici, con decine di agenti di Polizia Locale in servizio quotidiano e con loro decine di guide turistiche. L’acqua sarebbe sgorgata dai rubinetti h24, il paese sarebbe stato pulito tutti i giorni…

Ecco, questo sarebbe stato il vero sogno! Un paese migliore. Nei fatti!

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