Anagni – Il gruppo Saxa Gres, guidato dall’imprenditore Francesco Borgomeo, chiede tempo per superare lo stato di crisi che sta investendo le società del comparto ceramico. La richiesta, presentata al Tribunale di Frosinone, punta a ottenere le misure protettive previste dall’articolo 44 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, bloccando così i decreti ingiuntivi, i pignoramenti e le cartelle esattoriali che gravano sull’azienda.
Il gruppo, che opera nella produzione di gres porcellanato attraverso gli stabilimenti di Roccasecca (Saxa Grestone Spa), Gualdo Tadino (Saxa Gualdo Spa) e Anagni (Saxa Gres Spa), negli ultimi mesi ha visto crescere la pressione dei creditori. La scorsa estate, il sito anagnino è stato ceduto alla casa automobilistica molisana DR mediante la procedura di cessione del ramo d’azienda, nell’ambito della composizione negoziata della crisi autorizzata dal Tribunale di Roma.
Il piano industriale predisposto da Borgomeo prevede di utilizzare i 7 milioni di euro incassati dalla vendita di Anagni — al netto dei debiti ipotecari e delle spettanze dei lavoratori — per rilanciare lo stabilimento di Roccasecca, destinato a diventare il polo produttivo principale del gruppo. L’obiettivo è ambizioso: entro il 2027 si punta a produrre 2,6 milioni di metri quadrati di gres l’anno, con investimenti per 13 milioni, ricavi stimati oltre gli 80 milioni e una redditività operativa lorda di circa 25 milioni.
Tuttavia, sulle prospettive di rilancio incombe la pressione dei creditori. Le esposizioni sono significative: quasi 900 mila euro verso il fornitore elettrico, oltre 127 mila nei confronti di altre imprese che hanno già ottenuto decreti ingiuntivi e pignoramenti, e due maxi cartelle esattoriali per un totale di 8 milioni di euro.
Il gruppo punta dunque a ottenere una sorta di “concordato in bianco”, un provvedimento cautelare che sospenda qualsiasi azione esecutiva, salvaguardando i conti correnti e i macchinari produttivi in attesa di dare piena attuazione al piano di rilancio.
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