Anagni, il caso Novo Nordisk: stop alla produzione del farmaco anti-obesità. Sindacati in allarme, Rocca convoca l’azienda

Novo Nordisk

ANAGNI – Scatta da domani lo stop alla produzione del farmaco anti-obesità nello stabilimento Novo Nordisk di Anagni. La decisione, comunicata dall’azienda, ha provocato immediata preoccupazione tra i lavoratori e i sindacati, che chiedono chiarezza sul futuro del maxi investimento da oltre 2 miliardi di euro previsto sul sito ex Catalent, con la creazione di 800 nuovi posti di lavoro in cinque anni.
Il piano industriale era stato considerato strategico a livello nazionale, tanto da portare il Governo a nominare il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, commissario straordinario per l’attuazione del progetto. Ed è proprio Rocca, nelle ultime ore, ad aver annunciato di aver convocato i vertici della multinazionale danese per un confronto urgente sulla situazione.
Intanto, i rappresentanti di Cisl e Cgil hanno diffuso un comunicato ai lavoratori esprimendo forte preoccupazione per la sospensione delle attività produttive. L’azienda ha assicurato che non ci saranno ricadute sul personale a tempo indeterminato, ma soltanto un ridimensionamento dei contratti temporanei in scadenza. Una garanzia che, secondo i sindacati, non basta a tranquillizzare un ambiente già scosso da settimane di incertezza.
«L’intervento del Presidente Rocca è stato importante in questo momento delicato – ha dichiarato la segretaria provinciale della Cisl, Antonella Valeriani – ma serve un’azione concreta delle istituzioni per mettere in sicurezza l’investimento e garantire la piena operatività dello stabilimento di Anagni. I lavoratori vogliono capire quale sarà davvero il futuro di questo progetto».
Nei prossimi mesi, secondo quanto riferito da Novo Nordisk, lo stabilimento continuerà ad operare su alcune linee di riempimento e ispezione di siringhe preriempite, con la prospettiva di attivare nuove suite produttive dedicate alle cartucce e ai flaconi. Tuttavia, i sindacati chiedono un quadro chiaro e vincolante sul cronoprogramma industriale, per evitare che lo stop alla produzione rappresenti un primo segnale di ridimensionamento.

Foto archivio

 

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