Addio a Mario Spezi, il giornalista-scrittore del Mostro di Firenze

spezi-morto

Negli ambienti di cronaca nera e giudiziaria lo chiamavano il «Mostrologo». E lui ne era contento. Mario Spezi, giornalista e scrittore fiorentino, 71 anni, capelli bianchissimi, occhi bassi ma gentili e sorriso lieve, è morto a Firenze nella notte. Era malato da tempo. Spezi esordì nel giornalismo con Paese Sera poi nel 1975 passò al quotidiano fiorentino La Nazione, dove lavorò come cronista giudiziario e si ritrovò a seguire l’inchiesta sul mostro di Firenze: «Per caso», ha sempre raccontato: «Io mi occupavo di giudiziaria ma il giorno del duplice omicidio, settembre 1981, sostituii un collega nel “giro di nera” e venni a sapere del delitto sulle colline di Scandicci, andai lì e raccontai». Fu Spezi a collegare l’omicidio con un altro, avvenuto anni prima. Poco dopo la polizia confermò: i bossoli ritrovati erano gli stessi, la pistola da cui provenivano era una Beretta calibro 22. E’ sempre Spezi a parlare per primo, dalle colonne de La Nazione di Mostro, di serial killer. La sua firma resta legata anche agli articoli sull’omicidio di Meredith Kercher a Perugia. Negli ultimi anni collaborava con il Corriere Fiorentino.Sul mostro di Firenze, Spezi ha scritto un libro: Dolci colline di sangue in collaborazione con lo scrittore Douglas Preston e ha sempre sostenuto l’ipotesi del killer solitario. Nel 2006 fu arrestato su mandato della procura di Perugia con l’accusa di depistaggio, calunnia, concorso in omicidio di Francesco Narducci e turbativa di servizio pubblico, per l’indagine privata sui delitti del mostro: rimase in prigione per 23 giorni poi la Cassazione lo scagionò completamente, definendo il suo arresto come privo di fondamento. A quell’esperienza dedicò un libro, «Inviato in galera. Un giornalista in manette, l’aprile nero della libertà di stampa». Spezi ha scritto anche un altro libro sull’omicidio di Meredith Kercher: Der Engel mit den Eisaugen (2013), scritto sempre con Preston, pubblicato solo in Germania: la tesi vedeva in Rudy Guede il solo colpevole, assolvendo Amanda Knox e Raffaele Sollecito, come poi è accaduto.Ma Spezi non era solo cronista di cronaca nera e giudiziaria. Illustratore, vignettista, per il Corriere Fiorentino ha curato una serie su fatti ed eventi, – storici, di costume e di cronaca – che hanno reso indimenticabili alcune estati per Firenze e la Toscana.

Foto e fonte Cor. Sera,Cor. Ferentino

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *