Attimi di paura questa mattina alla scuola media di Cervaro, dove un alunno di prima ha portato in classe una pistola — poi risultata essere un giocattolo — puntandola alla testa di un professore. Un gesto che ha fatto precipitare una situazione già da mesi al limite della sostenibilità.
Secondo quanto ricostruito, l’allarme è scattato all’ingresso dell’istituto: il giovane studente ha mostrato l’arma provocando panico immediato tra compagni, docenti e personale scolastico. Solo in un secondo momento si è scoperto che si trattava di una riproduzione, ma lo shock per l’intera comunità scolastica è stato profondo.
Genitori fuori dai cancelli: “Vogliamo risposte”
La vicenda ha fatto esplodere la rabbia delle famiglie. Da questa mattina decine di mamme e papà si sono radunati fuori dai cancelli della scuola, spaventati ed esasperati da mesi di tensioni continue. Sul posto sono intervenuti Carabinieri e sanitari del 118 per garantire la sicurezza e supportare il personale scolastico.
“La situazione è ingestibile, i nostri figli hanno paura ad entrare in classe. Chi li tutela?” chiedono i genitori, visibilmente provati per l’ennesimo episodio che coinvolge l’istituto.
Una lunga scia di episodi violenti
Quanto accaduto oggi è soltanto l’ultima tappa di un’escalation preoccupante. L’anno scolastico, iniziato da poco più di due mesi, è stato scandito da interventi ripetuti di ambulanze, Carabinieri e Polizia Locale.
Solo pochi giorni fa, nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, si era verificato un episodio particolarmente grave: un’assistente dei servizi sociali era stata aggredita davanti alla scuola, strattonata e colpita con tale violenza da perdere ciocche di capelli. A evitare conseguenze peggiori era stato un anziano passante intervenuto coraggiosamente.
Il minore al centro della vicenda
Le segnalazioni interne parlano di comportamenti problematici che durano da mesi: insulti ai docenti, aggressioni fisiche, sputi, episodi di bullismo. Una sospensione già inflitta nei suoi confronti non aveva sortito effetti. Al contrario, al rientro la situazione era ulteriormente degenerata.
Alcune studentesse avevano denunciato fotografie scattate a loro insaputa dal ragazzino, che avrebbe minacciato di manipolarle con app per creare falsi contenuti a sfondo sessuale, evocando dinamiche assimilabili al revenge porn. Un clima di terrore psicologico che aveva già spinto diverse famiglie, nei giorni precedenti, a non mandare i figli a scuola per protesta.
Una scuola trasformata in un teatro di emergenze
Con l’episodio della pistola giocattolo, la misura sembra definitivamente colma. L’istituto, che dovrebbe essere luogo di crescita e formazione, appare ormai schiacciato dal peso di una gestione quotidiana fatta di emergenze e timori.
Ora i genitori chiedono interventi immediati e strutturati, mentre le forze dell’ordine stanno ricostruendo con precisione la dinamica dei fatti per stabilire le responsabilità e avviare le procedure del caso.
La comunità scolastica resta in attesa di risposte.
