Dalla minoranza critiche e proposte La contestazione è in atto da settimane ed è esplosa evidente negli ultimi giorni. Striscioni, alcuni con espressioni molto esplicite, messaggi social, cori, immagini impietose sono solo la punta dell’iceberg di un malcontento ormai generalizzato che scuote la principale manifestazione estiva di Arpino e mette in discussione l’operato della Pro Loco. La minoranza consiliare non resta indifferente di fronte al chiaro dissenso che centinaia di appassionati, cuore pulsante del Gonfalone, manifestano nei confronti di un’organizzazione che ha mostrato diverse lacune. E così i consiglieri Rachele Martino, Mauro Iafrate, Fabio Forte e Gianluca Quadrini intervengono ponendo l’accento non solo sulle ‘disfunzioni’, ma anche lanciando una serie di proposte sulle quali sarebbe opportuno riflettere. ‘Di fronte al malessere generale che rischia di compromettere definitivamente l’evento cardine dell’anno – scrivono – non si può far finta di nulla. L’improvvisazione, le carenze organizzative dimostrate in questi giorni, così come le interpretazioni molto soggettive forse telecomandate, per non parlare dei conflitti di interesse e delle ingerenze esterne, sono fin troppo evidenti. Il diffuso malcontento è lo specchio di uno stato delle cose che, per quanto ci riguarda, non può più essere tollerato. Ne soffrirebbe non solo la manifestazione – aggiungono – ma anche il tessuto sociale ed economico del paese. Per questo riteniamo opportuno un cambio di passo affinché le condivisibili critiche e le polemiche insorte si trasformino nell’energia necessaria ad affrontare nuove sfide, una delle quali può senz’altro essere una nuova Pro Loco. Un ente fondato su una più ampia partecipazione, su nuove idee e proposte, sulla concertazione. Un po’ come lo era l’Associazione Gonfalone nata proprio per il massimo coinvolgimento. Al contrario di come è oggi la Pro Loco: chiusa in se stessa, ovvero riferimento di pochi ‘eletti’. Occorre a nostro avviso una massiccia campagna di adesioni che porti alla formazione di un direttivo rappresentativo di tutta la città e non di una parte di essa, anche in funzione della massima trasparenza possibile in modo da eliminare malintesi, equivoci ed atteggiamenti padronali. Solo così, voltando pagina, si potrà evitare che il ‘giocattolo’ ricevuto in eredità si sfasci definitivamente. Perché il rischio che si rompa è concreto e non lo diciamo solo noi ma buona parte del paese’.
COMUNICATO STAMPA
