Frosinone, il Consiglio ritrova il numero legale ma la crisi resta: Fratelli d’Italia si astiene su un punto chiave

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La maggioranza di centrodestra al Comune di Frosinone torna a respirare dopo quattro sedute consecutive andate a vuoto per mancanza del numero legale. Il Consiglio comunale riesce finalmente a riunirsi e ad approvare le delibere all’ordine del giorno, ma la fotografia politica restituita dall’aula conferma che la crisi non è affatto superata. La febbre resta alta, soprattutto all’interno della coalizione di governo.
Alla prova dei numeri, la maggioranza si presenta quasi al completo già in prima convocazione: 17 presenti su 18, con una sola assenza giustificata, quella di Francesca Chiappini della Lista per Frosinone. Ranghi compatti anche in Fratelli d’Italia, presente al gran completo con i suoi cinque consiglieri. Un risultato non scontato, maturato al termine di una riunione interna tutt’altro che semplice, convocata dal capogruppo Franco Carfagna prima della seduta. Alla fine, il partito ha scelto una linea di unità, archiviando – almeno per ora – le rivendicazioni sul terzo assessorato e mettendo al riparo lo stesso ruolo di capogruppo.
È passata, in sostanza, la linea indicata dal parlamentare e coordinatore regionale Paolo Trancassini: profilo politico, niente strappi, e restituzione delle deleghe da parte degli assessori Alessia Turizziani e Simona Geralico. Una soluzione che congela il confronto interno senza chiuderlo definitivamente. I consiglieri Sergio Crescenzi e Marco Ferrara, infatti, non rivendicano la terza casella in giunta, ma solo “per adesso”. La partita è rinviata e Fratelli d’Italia annuncia di voler concentrare l’attenzione sul programma, terreno sul quale la dialettica con il sindaco Riccardo Mastrangeli si preannuncia tutt’altro che morbida.
Si apre così una fase nuova, forse ancora più insidiosa. Perché proprio sulla piattaforma programmatica potrebbe giocarsi il sostegno – o meno – di Fratelli d’Italia a una futura ricandidatura di Mastrangeli. Sullo sfondo resta inoltre l’altro tassello del possibile rimpasto, il secondo assessorato in quota Lista per Frosinone: non è escluso che FdI possa chiedere di fermare l’intera operazione di riassetto dell’esecutivo.
Venendo alla cronaca della seduta, i primi due punti all’ordine del giorno – aliquote Imu e addizionale Irpef – sono stati approvati con 17 voti favorevoli e 5 astensioni, quelle delle opposizioni e dei dissidenti. Stesso esito, con 17 sì e 4 astensioni, per l’adozione del provvedimento di analisi dell’assetto complessivo delle società partecipate.
Più articolato il dibattito sul piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari. Marco Ferrara (FdI), Angelo Pizzutelli (PD) e Anselmo Pizzutelli (Lista Mastrangeli) hanno posto la stessa questione: perché procedere con manifestazioni di interesse su immobili per i quali non è stato ancora definito il cambio di destinazione d’uso? La risposta dell’amministrazione è stata netta: proprio l’esito delle manifestazioni servirà a orientare le future scelte urbanistiche. Il punto è passato con 17 sì e 7 astensioni. Via libera anche alla verifica della qualità e quantità di aree e fabbricati destinati a residenza, attività produttive e terziarie: 17 voti favorevoli e 6 astensioni.
La tensione politica è esplosa sul sesto punto, il permesso di costruire in deroga al piano regolatore per il cambio di destinazione d’uso di un immobile in via Casale Ricci, da insediamento produttivo a ufficio pubblico destinato a sede dell’Archivio di Stato di Frosinone. Il sindaco Mastrangeli ha illustrato la proposta, mentre Anselmo Pizzutelli ha osservato che si sarebbe potuta valutare l’ipotesi dell’ex Mtc. Domenico Marzi ha chiesto ulteriori approfondimenti, posizione condivisa da Angelo Pizzutelli e Vincenzo Iacovissi. Andrea Turriziani, per il Polo civico – forza di maggioranza con due consiglieri – ha chiesto il ritiro del punto per una valutazione più approfondita. Alla richiesta si è unito Sergio Crescenzi, a nome di tutto il gruppo di Fratelli d’Italia.
Il sindaco ha reagito parlando di “ennesima occasione persa” per la città e di rischio concreto che l’Archivio di Stato possa trasferire altrove la propria sede. Alla fine, il Polo civico ha annunciato che, pur con perplessità, non avrebbe fatto mancare il voto favorevole. Fratelli d’Italia, invece, ha scelto l’astensione. L’esito finale è stato di 12 sì e 9 no, con il voto contrario compatto della lista Marzi.
Un passaggio che fotografa meglio di ogni analisi lo stato della maggioranza: il numero legale è tornato, le delibere passano, ma il nervosismo resta palpabile. La crisi, politicamente, è tutt’altro che archiviata.
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