Silvia Salis, lezione di politica e concretezza: “Il Pd difende la giustizia, non la propaganda”
Con calma e lucidità, la sindaca di Genova Silvia Salis ha offerto una prova di maturità politica e di coerenza, difendendo il Partito Democratico, la segretaria Elly Schlein e l’intera alleanza di centrosinistra da chi, come Massimo Giannini e Lilli Gruber, durante il confronto televisivo, ha cercato di metterla in contrapposizione con la leader dem.
Ne è emersa una lezione di stile e di contenuti, che ha toccato alcuni dei temi più caldi del dibattito politico nazionale.
“Una riforma inutile e strumentale”.
Salis ha esordito sul tema della riforma della Giustizia proposta dal Governo Meloni, definendola “una riforma che non risolve i problemi reali del sistema giudiziario italiano”.
“Io voterò convintamente no al referendum, perché questa è una riforma strumentale — ha spiegato —. Serve solo a creare un problema che non esiste. Dopo la riforma Cartabia, solo l’1% dei magistrati passa da procuratore a giudice, e lo può fare una volta sola. La magistratura ha bisogno di indipendenza, non di propaganda.”
Un passaggio netto anche sul garantismo a intermittenza della destra:“Non può essere politicizzata la magistratura quando riguarda il centrodestra e poi sparire il garantismo quando tocca, per esempio, il sindaco Beppe Sala. In quel caso spuntano i cartelli e sparisce la coerenza.”
Il Ponte sullo Stretto e la priorità dimenticata del Sud. Salis ha poi criticato duramente la scelta del governo di destinare 13,5 miliardi di euro al Ponte sullo Stretto di Messina,
“Non sono contraria alle grandi opere, ma dobbiamo chiederci: cosa unisce questo ponte? Collega due regioni con infrastrutture interne disastrate. La Sicilia non ha autostrade adeguate e una rete ferroviaria ferma agli anni ’60. Quei miliardi potrebbero davvero cambiare la vita dei cittadini siciliani e calabresi.
”Sicurezza e bilancio: “Il governo dimentica le città”Infine, la sindaca di Genova ha toccato il tema della legge di bilancio, denunciando i tagli e l’assenza di fondi su settori chiave:
“Nella manovra ci sono 600 milioni in meno per la scuola in tre anni e nessuno stanziamento per la sicurezza. È assurdo per un governo che ha fatto della sicurezza il suo cavallo di battaglia.”E ha aggiunto:“Le città italiane sono sempre più scoperte. Negli ultimi 13 anni la polizia locale ha perso 12mila unità. Chiediamo almeno una volante ogni 25mila abitanti, ma non accade. È facile accusare i sindaci di insicurezza, più difficile ammettere che la responsabilità è del governo.”
Con toni pacati ma decisi, Silvia Salis ha così imposto la sua voce nel panorama politico nazionale, ribadendo che la credibilità del centrosinistra passa dalla serietà dei contenuti e non dagli slogan.
Silvia Salis, lezione di politica e concretezza: “Il Pd difende la giustizia, non la propaganda”
