Di Antonio Cristian Tanzilli. Per la valorizzazione dei Santi.
Un ragazzo innamorato di Cristo
Rolando Rivi nacque il 7 gennaio 1931 a San Valentino di Castellarano, in provincia di Reggio Emilia, da una famiglia di contadini profondamente cristiana. Sin da bambino mostrò una grande vivacità, intelligenza e una fede limpida, alimentata dall’ambiente familiare e dalla vita parrocchiale. Amava la musica, il canto e il gioco, ma soprattutto sentiva forte il desiderio di appartenere interamente a Cristo.
A undici anni entrò nel seminario di Marola, dove coltivò con entusiasmo la sua vocazione sacerdotale. Indossava con fierezza la veste talare, segno della sua scelta di consacrarsi al Signore, tanto che era solito dire: «Io sono di Gesù».
Il tempo difficile della guerra
Gli anni in cui Rolando crebbe furono segnati dal dramma della Seconda guerra mondiale e dalla dura contrapposizione ideologica che lacerava l’Italia. Il seminario fu occupato dalle truppe tedesche e i giovani furono costretti a tornare a casa. Rolando, nonostante il pericolo, continuò a portare la talare anche nel suo paese.
Questa scelta attirò l’ostilità dei partigiani comunisti, che vedevano in quella veste un simbolo della Chiesa e un ostacolo alla loro ideologia. Molti sacerdoti e religiosi in quegli anni furono perseguitati e uccisi per la loro fedeltà alla fede.
Il martirio
Il 10 aprile 1945, mentre si recava a studiare nella sua canonica di San Valentino, Rolando fu rapito da un gruppo di partigiani. Venne condotto in un bosco a Piane di Monchio, torturato e umiliato. Dopo tre giorni di sofferenza e preghiera, il 13 aprile fu costretto a scavarsi la fossa e poi fucilato a soli 14 anni. Le sue ultime parole furono:
«Io muoio, ma andrò subito in Paradiso. Chiederò a Gesù di salvare anche voi».
Fu sepolto frettolosamente nel bosco, ma dopo poco tempo il suo corpo venne ritrovato e riportato a San Valentino, dove ancora oggi riposa nella chiesa parrocchiale.
La beatificazione
La fama di santità di Rolando si diffuse rapidamente. Era chiaro a molti che quel ragazzo non era stato ucciso per motivi politici, ma per il suo essere seminarista, per la sua appartenenza a Cristo e alla Chiesa.
La Chiesa riconobbe in lui un martire della fede. Il 5 ottobre 2013, a Modena, Rolando Rivi fu proclamato beato dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, a nome di papa Francesco.
Un testimone per i giovani
Il beato Rolando Rivi è oggi modello luminoso per i giovani e per i seminaristi: un ragazzo normale, pieno di vita, che seppe vivere con radicalità la sua vocazione, senza compromessi, in tempi difficili.
Il suo messaggio rimane attualissimo: la fedeltà a Cristo vale più di tutto, anche della vita stessa.
LA RELIQUIA IN FOTO È DI ANTONIO CRISTIAN TANZILLI
