DI ANTONIO TANZILLI.
Monsignor Gerardo Antonazzo, vescovo della diocesi di Sora–Cassino-Aquino–Pontecorvo, ha deciso di intraprendere un’azione legale nei confronti di un utente social autore di gravose illazioni e insulti nei suoi confronti. La diocesi ha formalizzato una denuncia alla Procura della Repubblica di Cassino, dopo aver raccolto una serie di post ritenuti «falsi, lesivi e gravemente offensivi» non solo nei confronti della persona del vescovo, ma anche dell’istituzione ecclesiastica .
Le accuse e la decisione di agire
Secondo quanto riportato, nei mesi precedenti erano stati pubblicati contenuti diretti al vescovo Antonazzo contenenti accuse infondate e affermazioni diffamatorie, accompagnate da insulti personali. La diocesi, ritenendo tali contenuti particolarmente dannosi, ha scelto di ricorrere all’autorità giudiziaria per tutelare la verità e garantire una comunicazione corretta .
L’iter giudiziario
La Procura ha identificato l’autore degli attacchi e ha notificato la conclusione delle indagini, accompagnata dalla richiesta di rinvio a giudizio. L’iniziativa legale segna una netta presa di posizione: «Talvolta l’azione legale – spiega la diocesi – rappresenta una scelta di tutela non solo verso le persone coinvolte ma anche verso la verità e la corretta informazione» .
Un gesto coerente con il ruolo ecclesiastico
Gerardo Antonazzo, nato a Supersano (Lecce) il 20 maggio 1956 e ordinato vescovo il 22 gennaio 2013 da Papa Benedetto XVI, ha guidato la diocesi di Sora‑Cassino‑Aquino‑Pontecorvo da allora. Nel corso del suo ministero, ha rivestito ruoli di rilievo come vicario generale, rettore di seminario, vicario episcopale per la pastorale e membro della Commissione per l’ecumenismo della Conferenza Episcopale Italiana .
L’intervento legale, quindi, pur rompendo con l’atteggiamento della “perdona e dimentica”, risponde al bisogno di difendere la credibilità della Chiesa e la dignità delle persone coinvolte, soprattutto in un contesto digitale dove la diffusione di notizie false può avere effetti devastanti sulla reputazione e sulla comunità.
