Ceccano, sanità e promesse elettorali: le parole di Rocca non bastano più

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DI AUGUSTO D’AMBROGIO – A poche settimane dal voto amministrativo, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca fa tappa a Ceccano per parlare del futuro del presidio sanitario locale. Ma ancora una volta, dalle parole del presidente arrivano soltanto promesse generiche, tempi indefiniti e formule vuote che poco dicono sulle vere intenzioni della Regione.

Si parla di “rafforzamento”, di “ospedale di comunità”, di una TAC che “a breve” sarà in grado di effettuare esami con mezzo di contrasto, e dell’arrivo – non meglio specificato – di anestesisti. Ma il presidio di Ceccano è in sofferenza da anni. Manca personale, mancano strumenti aggiornati, mancano soprattutto certezze.

Rocca afferma che gli investimenti ci saranno, che non devono entrare nel discorso politico. Ma il contesto parla chiaro: siamo in campagna elettorale, e Ceccano è al centro di una sfida amministrativa decisiva. È lecito chiedersi se le parole del presidente siano una reale assunzione di responsabilità o l’ennesimo uso strumentale della sanità come argomento da comizio.

La verità è che Ceccano, come tanti altri centri del Lazio, non può più permettersi di aspettare. I cittadini non hanno bisogno di rassicurazioni di facciata, ma di atti concreti, risorse certe e un cronoprogramma pubblico e vincolante. La sanità territoriale non può essere gestita con comunicati improvvisati e passerelle dell’ultimo minuto.

Il tempo delle promesse è finito. A Ceccano servono fatti. Subito.

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