Cardinali in clausura. Il saluto di Re: «Un Papa che risvegli le coscienze». Poi l’abbraccio a Parolin: «Auguri e doppi».
È scattata ufficialmente alle 16.30 l’ora del silenzio e della riflessione: con la formula rituale “Extra omnes”, il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche ha invitato tutti i non elettori a lasciare la Cappella Sistina. Si apre così il nuovo Conclave, chiamato a scegliere il successore di Papa Francesco.
Prima della chiusura delle porte, il cardinale decano Giovanni Battista Re ha rivolto un breve ma incisivo discorso ai confratelli elettori: «Siamo qui per discernere, con coraggio e fede, la figura di un Papa che sappia risvegliare le coscienze del nostro tempo». Un appello chiaro a una guida spirituale capace di affrontare le sfide di una Chiesa sempre più interconnessa con il mondo e con le sue contraddizioni.
Poco prima dell’ingresso in Cappella, un gesto denso di significato: Re si è avvicinato al cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, tra i nomi più citati tra i papabili, stringendolo in un abbraccio caloroso. «Auguri e doppi», ha sussurrato, suscitando un sorriso carico di emozione e significati non detti.
Ora l’attenzione è tutta concentrata sui prossimi scrutini. Il mondo attende con trepidazione la fumata bianca.
