SOLO DEGLI IRRESPONSABILI POTEVANO MORTIFICARE, FINO A CANCELLARE UNA MANIFESTAZIONE DEL GENERE.
Non ci sono giustificazioni che tengano. Arrampicarsi sugli specchi non giova, anzi rende il fardello della responsabilità ancora più grande.
Il “Liri Blues non è un evento privato, perchè il fondatore ne custodisce il marchio per salvaguardarlo da acquisizioni illecite, come era avvenuto ad Isola del Liri e altrove in Italia. Era ed è a disposizione di una fondazione che l’attuale Assessore alla Cultura e già Presidente del Consiglio si era impegnato a costituire, purtroppo senza successo, ma con l’impegno è ancora possibile.
Così come non è privato, non è a scopo di lucro perchè non c’è alcun biglietto d’ingresso, non c’è guadagno per nessuno, solo tanta fatica, professionalità e responsabilità enormi che tolgono il sonno.
Non c’è per il comune esborso di danaro perchè come in passato, se sono capaci, quando la politica aveva autorevolezza, i fondi si reperivano tramite richiesta documentata alla Regione Lazio, il comune doveva solo fare una delibera di anticipazione e l’organizzazione presentare un consuntivo delle spese, con fatture, ritenute d’acconto e giustificativi di spesa dal valore fiscale, non come frequentemente accade con foglietti volanti.
BUD, BECK’S BIER, PERONI, DERBY BLUE, REFERENCE CABLES, LANCIA, BANCA POPOLARE DEL FRUSINATE, non sponsorizzano eventi che non abbiano valore risonanza e partecipazione.
Isola del Liri ha il privilegio di essere gemellata con New Orleans grazie al festival e la città del blues e del jazz non concede amicizia fraterna se non ci sono a monte ragioni storicamente valide, supportate da un grande evento musicale che si richiama alle radici di quella terra della Louisiana.
Un anno di stop potrebbe indurre a serie riflessioni da parte di tutti.
Nota pagina Facebook Luciano Duro – Foto archivio
