Immigrazione e lavoro in nero sono, stando alle statistiche, due fenomeni strettamente collegati. Molti infatti gli extracomunitari che vengono utilizzati per lavori,più o meno saltuari, senza che la loro posizione sia regolare in termini di legge. Ditte di trasporti, piccoli ristoranti, e venditori ambulanti molte volte ricorrono alla manovalanza a basso costo offerta da extracomunitari ospiti dei centri di accoglienza. Ad accendere i riflettori su questo argomento, ci pensa CasaPound Italia, che tramite il proprio responsabile cittadino, Mollicone Roberto, dichiara, : ” Quello di utilizzare manodopera straniera a basso costo , sta diventando un abitudine che va fermata assolutissimamente. Qualche giorno fa, avevamo evidenziato questo fenomeno, concentrandosi sul mercato dei panni usati che si svolge ogni giovedì,ma gli esempi sono tanti, ad esempio qualche piccolo ristorante utilizza queste persone come manovalanza in cucina, oppure diverse ditte di trasporti li utilizzano per svolgere lavori di facchinaggio. Quello che ci chiediamo è se questi lavori vengono assegnati usando i crismi della legalità, oppure, come riteniamo noi, si sfrutti manovalanza a basso costo e soprattutto in modo irregolare, andando a discapito non solo degli italiani disoccupati, ma anche del fisco, visto che il lavoro in nero è una delle cause che più hanno influito sulla crisi economica, senza considerare poi che in questo modo si dà vita ad una vera e propria nuova tratta degli schiavi. Dal canto nostro ci auguriamo che chi di dovere accerti la regolarità di queste situazioni e che punisca in modo esemplare tutti i trasgressori.”
COMUNICATO STAMPA
Sora (FR) – CasaPound: “Con l’ immigrazione aumenta anche il lavoro in nero.”
