La crisi dello stabilimento Stellantis di Cassino continua ad aggravarsi e l’ennesimo stop produttivo riaccende le preoccupazioni di lavoratori, sindacati e imprese dell’indotto. La situazione, ormai strutturale, impone risposte rapide e un piano industriale capace di restituire prospettive a uno dei poli manifatturieri più importanti del Lazio.
A lanciare un nuovo appello è il segretario generale della Fim Cisl Lazio, Donato Coppotelli, che chiede un’assunzione di responsabilità da parte di istituzioni, azienda e parti sociali. “È necessario agire subito”, sottolinea il sindacalista, evidenziando come la vertenza Cassino non possa più essere considerata un problema locale, ma una questione strategica per l’intera regione.
I continui periodi di fermo produttivo stanno mettendo a dura prova centinaia di famiglie e l’intero tessuto economico del territorio. La riduzione dei volumi produttivi, unita all’incertezza sul futuro, rischia infatti di compromettere non solo l’occupazione diretta, ma anche la sopravvivenza delle numerose aziende dell’indotto che da anni rappresentano una componente essenziale dell’economia del Frusinate.
Secondo la Fim Cisl, è indispensabile avviare un confronto concreto per ottenere nuovi investimenti, l’assegnazione di nuovi modelli produttivi e una strategia industriale che garantisca continuità allo stabilimento. Senza un’inversione di rotta, il rischio è quello di assistere a un progressivo impoverimento del territorio e alla perdita di competenze costruite in decenni di storia industriale.
La vertenza Stellantis Cassino, dunque, resta una delle principali emergenze economiche del Lazio. Le parole d’ordine sono programmazione, investimenti e responsabilità condivisa: il tempo delle attese sembra ormai finito.
Stellantis Cassino, l’allarme è totale: “Bisogna agire subito”
