La crisi dello stabilimento Stellantis di Cassino continua ad aggravarsi e i numeri raccontano una situazione sempre più difficile. Da gennaio a luglio, infatti, sono state registrate appena 45 giornate lavorative complessive, con una media di soli cinque giorni di lavoro al mese per i dipendenti.
A lanciare l’allarme è il segretario della Fiom Cgil Frosinone-Latina, Andrea Di Traglia, che parla di una condizione ormai insostenibile per lavoratori e imprese dell’indotto. Secondo il sindacato, senza un deciso aumento dei volumi produttivi e un piano industriale chiaro, diventa impossibile garantire continuità occupazionale e prospettive per il futuro.
Le attese per nuovi modelli e investimenti, più volte annunciate, non hanno ancora prodotto effetti concreti. Nel frattempo lo stabilimento continua ad alternare lunghi periodi di fermo produttivo, alimentando l’incertezza di migliaia di famiglie e delle aziende che ruotano attorno al polo automobilistico del Cassinate.
Lo sguardo è ora rivolto ai prossimi mesi, quando Stellantis sarà chiamata a definire le strategie per il futuro del sito. Per sindacati e lavoratori il tempo, però, sta per scadere: senza decisioni rapide e nuovi programmi industriali, il rischio è quello di un ulteriore indebolimento di uno dei più importanti stabilimenti produttivi del territorio.
Stellantis Cassino, fabbrica sempre più ferma
