Stellantis Cassino, crisi senza fine: produzione al minimo

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La crisi dello stabilimento Stellantis di Cassino continua ad aggravarsi e i numeri fotografano una situazione sempre più preoccupante per il territorio. Al 22 luglio, secondo i dati riportati dalla Uilm Frosinone, la produzione si è fermata a circa 7.000 vetture, con appena 45 giorni lavorativi dall’inizio dell’anno.
Un rallentamento che non colpisce soltanto la fabbrica di Piedimonte San Germano, ma si ripercuote su tutta la filiera dell’automotive. Le aziende dell’indotto, tra cui Tiberina, Lear, Denso e Ma Srl, stanno affrontando una drastica riduzione dei volumi produttivi, con il rischio concreto di ulteriori ricadute occupazionali.
Il segretario generale della Uilm Frosinone, Gennaro D’Avino, lancia un nuovo allarme: il prezzo della crisi rischia di essere pagato soprattutto dai lavoratori e dalle imprese del territorio. Alcune aziende hanno già avviato procedure di cassa per cessazione dell’attività o si trovano in una condizione economica sempre più difficile, mentre l’assenza di nuovi modelli e di investimenti continua ad alimentare l’incertezza.
Il sindacato chiede un cambio di passo immediato, con un piano industriale capace di rilanciare il sito produttivo di Cassino e garantire prospettive concrete all’intero comparto. Senza interventi rapidi, il rischio è quello di assistere a un progressivo impoverimento del tessuto economico del Basso Lazio, con conseguenze pesanti per migliaia di famiglie.
La vertenza Stellantis resta quindi una delle sfide più delicate per il futuro dell’industria italiana e del territorio cassinate, che attende risposte concrete per evitare che la crisi diventi irreversibile.

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