Stellantis, Cassino chiede certezze: «Basta aspettare»

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La Fismic lancia l’allarme sul futuro dello stabilimento: «Cassino ha bisogno di un progetto industriale concreto»
La situazione dello stabilimento Stellantis di Cassino continua a destare forte preoccupazione. Numeri produttivi in calo, incertezza sul futuro e un indotto che rischia di pagare pesantemente le conseguenze di una fase industriale sempre più difficile.
A lanciare l’allarme è Sara Rinaudo, segretaria generale della Fismic, che chiede chiarezza sul destino del sito cassinate e un vero progetto di rilancio. «I numeri non consentono più attese: Cassino ha bisogno di certezze e di un progetto industriale concreto», è il messaggio rilanciato dal sindacato.
Secondo la Fismic, lo stabilimento deve tornare a essere protagonista attraverso investimenti, volumi produttivi e prospettive occupazionali. Particolare attenzione viene posta anche sull’indotto, strettamente legato alle attività della fabbrica.
Il sindacato chiede inoltre di conoscere con maggiore precisione modelli, investimenti, tempistiche di avvio e ricadute occupazionali, elementi ritenuti indispensabili per programmare il futuro.
La preoccupazione riguarda anche i lavoratori e le loro famiglie, in un territorio nel quale l’automotive rappresenta uno dei principali motori economici. La riduzione dei volumi produttivi rischia infatti di avere conseguenze non soltanto all’interno dello stabilimento, ma sull’intera filiera.
Per la Fismic, Cassino possiede competenze e professionalità che non possono essere disperse. Da qui la richiesta di un piano industriale capace di garantire continuità produttiva, occupazione e prospettive concrete.
Il messaggio lanciato dal sindacato è netto: il tempo delle attese deve finire. Ora servono risposte, investimenti e un progetto credibile per il futuro dello stabilimento e dell’intero territorio

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