Nelle scorse ore, i Carabinieri della Stazione di Giuliano di Roma hanno deferito in stato di libertà un 54enne originario della Capitale, già noto alle Forze dell’Ordine, con le accuse di resistenza a Pubblico Ufficiale, rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale e inosservanza del Foglio di Via Obbligatorio.
I fatti risalgono alla tarda serata del 26 luglio scorso. Durante un servizio perlustrativo finalizzato a garantire il regolare e sereno svolgimento di un evento festivo in Piazza Narducci, l’attenzione di una pattuglia dell’Arma è stata attirata dalla presenza dell’indagato. L’uomo, che si presentava in un evidente stato di alterazione psicofisica dovuta verosimilmente all’abuso di sostanze alcoliche, era infatti un volto ben noto ai militari: nei suoi confronti pendeva un rigoroso divieto di ritorno nel comune di Giuliano di Roma per la durata di tre anni, emesso dal Questore di Frosinone nell’aprile del 2024.
Al fine di procedere alla formale contestazione della violazione, i Carabinieri gli hanno intimato di esibire un documento di riconoscimento. Di fronte al netto e reiterato rifiuto dell’uomo di fornire le proprie generalità, i militari lo hanno invitato a salire a bordo dell’autovettura di servizio per essere condotto in caserma ed effettuare le procedure di rito.
A quel punto, nel vano tentativo di sottrarsi al fermo, l’uomo si è dato a una precipitosa fuga a piedi inoltrandosi tra i vicoli del centro storico. Prontamente inseguito, raggiunto e bloccato dagli operanti, il 54enne ha perseverato nella propria condotta non collaborativa, opponendo un’attiva resistenza fisica nei confronti dei militari intervenuti.
Condotto infine presso gli uffici del locale Comando Stazione e compiutamente identificato, l’uomo è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone.
È obbligo rilevare che l’indagato è, allo stato, solamente indiziato di delitto, e la sua posizione sarà definitivamente vagliata in sede giudiziale. Solo dopo l’emissione di una eventuale sentenza passata in giudicato lo stesso sarà riconosciuto colpevole, in maniera definitiva, dei reati ascrittigli. Il tutto nel rigoroso ossequio dei principi costituzionali di presunzione di innocenza.
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