La battaglia politica e istituzionale all’interno del Consiglio comunale di Frosinone si arricchisce di un nuovo capitolo. Undici consiglieri comunali hanno infatti presentato un’ulteriore istanza indirizzata alla Prefettura, al Ministero dell’Interno e al Segretario generale del Comune, chiedendo un pronunciamento definitivo sulla legittimità delle sedute consiliari svoltesi nel mese di luglio.
Secondo i firmatari, dopo le dimissioni del presidente del Consiglio comunale e di due componenti dell’Ufficio di Presidenza, l’assemblea avrebbe continuato a operare in una situazione di presunta irregolarità. Al centro della contestazione vi sono le modalità con cui sono stati gestiti i lavori dell’Aula e l’approvazione di alcune delibere ritenute potenzialmente prive dei necessari presupposti giuridici.
I consiglieri richiamano anche i pareri legali acquisiti nelle scorse settimane, evidenziando quelle che definiscono “contraddizioni interpretative” rispetto alla possibilità di discutere punti aggiuntivi all’ordine del giorno senza la preventiva elezione del nuovo presidente del Consiglio. Per questo motivo chiedono un intervento chiarificatore degli organi competenti e, se necessario, la verifica dell’eventuale annullabilità degli atti approvati.
La vicenda rischia di alimentare ulteriormente il clima di forte tensione politica che da settimane caratterizza Palazzo Munari. La contrapposizione tra maggioranza e opposizione non riguarda più soltanto il confronto politico, ma investe direttamente la regolarità dell’attività amministrativa e la validità degli atti adottati.
Ora la parola passa alla Prefettura e agli organismi istituzionali chiamati a esprimersi. Un eventuale pronunciamento potrebbe avere conseguenze rilevanti non solo sul futuro delle delibere contestate, ma anche sugli equilibri politici dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Riccardo Mastrangeli. Fino ad allora, il caso resta aperto e continua ad alimentare uno dei momenti più delicati della vita amministrativa del capoluogo ciociaro.
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