Il futuro della sanità di Ceccano resta al centro del confronto istituzionale. Nonostante siano attivi servizi fondamentali resta ancora da completare l’Ospedale di Comunità nell’ex Ala Mosconi, all’interno del Presidio ospedaliero di Ceccano, struttura considerata strategica per il territorio.
L’apertura, inizialmente prevista per lo scorso giugno, è ora attesa per il mese di settembre. Il nuovo Ospedale di Comunità prenderà il posto dell’Unità di degenza infermieristica (Udi), sospesa dallo scorso maggio, portando i posti letto da 12 a 20.
Il sindaco di Ceccano, Andrea Querqui, chiede però certezze. «L’Azienda sanitaria deve ancora installare i pannelli tridimensionali sulla parte della facciata non ristrutturata e si è impegnata a realizzare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, a partire dalla sistemazione dell’area esterna e del parcheggio. Non vogliamo più promesse, ma fatti concreti», afferma.
Il primo cittadino punta poi il dito contro la Regione Lazio. «Il presidente Francesco Rocca ha detto no, nonostante il consigliere regionale Maura avesse manifestato l’intenzione di sostenere l’avvio delle procedure per la riconversione della Casa della Salute in Casa della Comunità, garantendo che nessun servizio sarebbe stato soppresso prima dell’atto formale. Ad oggi, però, quel provvedimento non è stato ancora adottato».
Per questo motivo il Comune annuncia che continuerà a mantenere alta l’attenzione sulla vicenda. «Proseguiremo il presidio della struttura e continueremo con le iniziative di protesta per ottenere un confronto istituzionale chiaro e definitivo», ribadisce Andrea Querqui.
Infine il sindaco ringrazia amministratori, sindacati e cittadini che hanno sostenuto la mobilitazione: «La comunità di Ceccano continuerà a difendere il Presidio ospedaliero e la sanità del territorio, chiedendo impegni concreti e risposte certe».
Sanità, Rocca nel mirino: protesta a Ceccano
