La Regione Lazio esalta l’attivazione dei nuovi ambulatori infermieristici nelle Case della Comunità della provincia di Frosinone come un importante passo avanti per il potenziamento della sanità territoriale. Un’iniziativa che, sulla carta, punta ad avvicinare i servizi ai cittadini e a ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso.
A sottolinearne l’importanza è la presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, Alessia Savo, che parla di un “grande traguardo” e di un modello di assistenza più vicino alle esigenze del territorio. Gli ambulatori saranno operativi nelle sedi di Frosinone, Anagni, Pontecorvo, Isola del Liri e nella Casa della Salute di Ceccano.
Un progetto che rappresenta certamente un tassello nella riorganizzazione della sanità laziale, ma che rischia di apparire insufficiente agli occhi di migliaia di cittadini. La realtà quotidiana continua infatti a essere fatta di liste d’attesa interminabili, carenza di personale medico, pronto soccorso spesso in sofferenza e difficoltà nell’accesso alle visite specialistiche.
Per molti utenti, l’apertura di nuovi servizi infermieristici è una buona notizia, ma non può cancellare le criticità che da anni interessano il sistema sanitario provinciale. Il vero banco di prova sarà verificare se questi ambulatori riusciranno realmente a migliorare l’assistenza e ad alleggerire la pressione sugli ospedali.
La sanità territoriale è fondamentale, ma da sola non basta. I cittadini attendono risposte concrete su tempi di attesa, assunzioni di personale, potenziamento dei reparti e riduzione della mobilità sanitaria verso altre province e regioni. Perché il diritto alla salute non si misura con i comunicati stampa o con le inaugurazioni, ma con la possibilità di ricevere cure tempestive e di qualità quando se ne ha realmente bisogno.
Oggi la sfida della Regione Lazio è proprio questa: trasformare gli annunci in risultati tangibili. Solo allora si potrà parlare davvero di un grande traguardo.
Sanità in provincia di Frosinone, la Regione celebra i nuovi ambulatori. Ma i cittadini chiedono una cosa: visite e meno liste d’attesa
