Salute, Coldiretti Lazio: al Gemelli nasce il Patto tra agricoltori e medici

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Granieri: “Bene Gualtieri sullo stop ai cibi ultraformulati nelle mense scolastiche, accolta nostra richiesta. Un passo importante per tutelare la salute dei bambini”. 

Mercati contadini in oltre 70 ospedali d’Italia per lanciare il primo patto nazionale tra agricoltori e medici per la salute dei cittadini. Si è svolta oggi, venerdì 10 luglio, l’iniziativa “Campagna Amica per la Salute”, promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, con l’obiettivo di riportare al centro delle abitudini di consumo il cibo che fa bene, previene le malattie e migliora la qualità della vita.

Nel Lazio la giornata ha avuto il suo cuore alla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma, primo ospedale ad avviare il progetto con Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, dove si è svolto l’incontro istituzionale alla presenza, tra gli altri, del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, del presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Rocco Bellantone, dei vertici nazionali e regionali del Lazio di Coldiretti e della struttura sanitaria.

Un momento particolarmente significativo è arrivato dall’intervento del sindaco Gualtieri, che ha annunciato il lavoro di Roma Capitale per superare la presenza di cibi ultraprocessati e ultraformulati nel nuovo bando delle mense scolastiche, con l’obiettivo di fare di Roma la prima città a toglierli dai pasti destinati ai ragazzi.

“Esprimiamo grande soddisfazione per le parole del sindaco Roberto Gualtieri e per l’accoglimento di una richiesta che Coldiretti Lazio ha avanzato con forza – dichiara David Granieri, presidente di Coldiretti Lazio –. Togliere i cibi ultraformulati dalle mense scolastiche è un passo importante per tutelare la salute dei bambini e per affermare un principio fondamentale: il cibo servito nelle scuole deve essere sano, tracciabile, legato al territorio e alla Dieta Mediterranea. Roma Capitale eroga milioni di pasti ogni anno e una scelta di questo tipo può diventare un modello per tutto il Paese”.

L’iniziativa, unica nel suo genere, è promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia e lanciata per la prima volta insieme alla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e a decine di strutture sanitarie che rappresentano eccellenze a livello nazionale ed europeo. Solo per citarne alcuni, si va, appunto, dalla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma al Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, dall’Istituto Giannina Gaslini di Genova all’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola Malpighi di Bologna, dal Policlinico di Bari agli Ospedali Civico di Cristina Benfratelli – ARNAS di Palermo, dall’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola al Mater Olbia Hospital, dall’Ospedale Pediatrico Santobono Pausilipon di Napoli, all’Ospedale Pediatrico Regina Margherita di Torino passando per tutte le altre regioni italiane.

 

Nel Lazio l’appuntamento sarà a Roma alla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e all’Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola, a Viterbo all’Ospedale Santa Rosa e a Frosinone all’Ospedale Fabrizio Spaziani. 

 

“Da tempo – prosegue Granieri – denunciamo i rischi legati alla diffusione di alimenti ultraformulati, ricchi di additivi e lontani dal cibo sano, così come la necessità di garantire origine, trasparenza e qualità nelle mense pubbliche. Investire nella qualità del cibo significa investire nella prevenzione, nella salute dei cittadini e nel futuro delle nuove generazioni. Per questo il dialogo con Roma Capitale rappresenta un risultato concreto e un punto di partenza per rafforzare politiche alimentari capaci di unire agricoltura, sanità, scuola e istituzioni”.

Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ha posto l’attenzione sulla necessità di rafforzare la cultura della nutrizione anche nella formazione universitaria nel corso di medicina. 

“Il passaggio del presidente Rocca è altrettanto importante – aggiunge Granieri – perché conferma che il tema dell’alimentazione deve entrare stabilmente anche nella formazione sanitaria. Se vogliamo costruire una vera cultura della prevenzione, medici, istituzioni e mondo agricolo devono lavorare insieme. Il cibo sano non è solo una scelta individuale, ma una politica pubblica di salute”.

Dall’olio contraffatto che subisce manipolazioni e che viene miscelato per farlo diventare extravergine, passando per il grano trattato con il glifosate in pre-raccolta, una pratica consentita in altri Paesi extra-ue e vietata in Italia. E poi gli ultraformulati, energy drink, barrette proteiche, snack salati e merendine. Tutti cibi che ammalano e mettono seriamente a rischio la salute soprattutto dei più giovani.

Da questa emergenza sanitaria nasce l’alleanza per difendere i cittadini e promuovere corretti modelli di consumo incentrati su cibi sani come primo fronte della prevenzione. Per la prima volta nella storia della sanità nazionale, con l’iniziativa “Campagna Amica per la Salute” pazienti, familiari, operatori sanitari e cittadini possono trovare all’interno di oltre 70 ospedali in tutta Italia (https://www.coldiretti.it/wp-content/uploads/2026/07/ELENCO-OSPEDALI-_GRAFICI_def.pdf) prodotti agricoli freschi, locali, stagionali e tracciati. Un’iniziativa senza precedenti promossa da Coldiretti, Campagna Amica e Fondazione Aletheia che sancisce una nuova alleanza tra agricoltura e medicina, fondata sulla prevenzione attraverso una corretta alimentazione e sulla valorizzazione della Dieta Mediterranea come primo presidio di salute.

A preoccupare sono soprattutto gli alimenti di cui non si conosce l’origine o che subiscono manipolazioni, come nel caso dell’olio miscelato e commercializzato come extravergine senza averne i requisiti, del grano trattato con glifosate in pre-raccolta, pratica consentita in altri Paesi extra-UE e vietata in Italia, fino ad arrivare ai cibi ultraformulati, agli energy drink, alle barrette proteiche, agli snack salati e alle merendine.

Secondo l’Instant report Coldiretti/Censis “Mangiare bene per vivere meglio”, presentato oggi in occasione dell’iniziativa nazionale, per il 97% degli italiani mangiare in modo sano è essenziale per prevenire malattie come diabete, patologie cardiache e obesità, mentre l’88% dei cittadini vuole conoscere la reale provenienza di un alimento e dei suoi ingredienti. Il fenomeno degli ultraformulati preoccupa in particolare tra i giovani, con consumi elevati di snack salati, merendine, dolciumi, barrette proteiche ed energy drink.

Nei mercati contadini realizzati negli ospedali è possibile trovare prodotti che rappresentano il cuore della Dieta Mediterranea e che hanno un effetto protettivo su cuore, cervello, metabolismo, sistema immunitario e benessere generale: olio extravergine, frutta, verdura, legumi, cereali, pesce azzurro e prodotti agricoli freschi, locali e tracciati.

Il messaggio è semplice: esiste un cibo che aiuta a vivere meglio e più a lungo e un cibo che aumenta il rischio di malattie croniche. La salute si difende anche, e soprattutto, a tavola.

LE VOCI DEI PROTAGONISTI

“La scienza del microbioma ci ha mostrato che la salute non è soltanto l’assenza di malattia molecolare: è la resilienza di un ecosistema biologico complesso, plasmato da ciò che mangiamo, dall’ambiente in cui viviamo e dalle esperienze che attraversiamo. Portare un mercato agricolo in settanta ospedali italiani non è un gesto di comunicazione. È la dimostrazione che l’integrazione tra ambienti alimentari protettivi e infrastruttura sanitaria è possibile oggi, a scala nazionale, e che la prevenzione basata sull’evidenza biologica può diventare parte integrante della missione di un ospedale moderno”. Prof. Antonio Gasbarrini — Direttore Scientifico Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS; Presidente del Comitato Scientifico, Fondazione Aletheia

 “Il Policlinico Gemelli è da sempre un luogo in cui la missione della cura si intreccia con quella della ricerca e dell’innovazione. La Salute Entra in Campo aggiunge una dimensione nuova e necessaria: la prevenzione attiva, portata dentro le mura dell’ospedale attraverso il linguaggio concreto del cibo di qualità. È un modello che siamo orgogliosi di ospitare e di promuovere”. 

Daniele Franco — Presidente Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS

“La salute si costruisce ogni giorno, non soltanto quando si è ammalati. Questa iniziativa trasforma l’ospedale in un ambiente che parla di benessere anche a chi è sano, a chi accompagna un familiare, a chi lavora qui ogni giorno. È un investimento sulla prevenzione che ha il merito della concretezza immediata”.

Daniele Piacentini — Direttore Generale Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS 

 “Con Campagna Amica portiamo negli ospedali molto più di un mercato contadino. Portiamo un’idea nuova di prevenzione, fondata sull’incontro tra il lavoro degli agricoltori e quello dei medici. Diffondere la cultura del cibo sano significa ridurre i rischi per la salute e costruire un modello che mette al centro il benessere delle persone. Per questo il lavoro delle aziende agricole di Campagna Amica assume un valore che va ben oltre la produzione di alimenti: è un presidio di prevenzione. Nonostante le difficoltà causate dall’aumento dei costi, dalla crisi economica e dagli effetti sempre più pesanti della siccità, i nostri agricoltori continuano a garantire prodotti genuini, tracciabili e di qualità. Scegliere questi alimenti significa anche difendersi da tutto quel cibo che danneggia la salute dei cittadini”.

Dominga Cotarella – Presidente Fondazione Campagna amica – Terranostra.    

“Con questa iniziativa dimostriamo, grazie al contributo scientifico degli oltre 70 ospedali coinvolti, che il cibo rappresenta uno dei più efficaci strumenti di prevenzione. Il cibo che fa bene: sano, naturale, tracciato e di qualità. L’esatto contrario di quel cibo che ammala, frutto di manipolazioni e inganni, come l’olio venduto come extravergine senza esserlo, il grano trattato con glifosato che finisce sulle nostre tavole e tutti quei prodotti ultraformulati che danneggiano soprattutto i giovani. Questa grande mobilitazione culturale, che unisce medici e agricoltori, dimostra ancora una volta come Coldiretti si confermi una vera Forza Amica del Paese, con una filiera agricola italiana capace di rispondere con tempestività, responsabilità e coerenza a una crescente domanda di salute che arriva dalla società e trova pieno riscontro nella scienza”.

Vincenzo Gesmundo — Segretario Generale Coldiretti

I nostri agricoltori possono garantire sulla qualità e quindi sulla salubrità dei prodotti che portano all’interno dei mercati, degli ospedali o in qualsiasi altro luogo. Questo progetto rappresenta una grande alleanza tra sanità, agricoltura, istituzioni, scuola e ricerca fondata su una convinzione semplice ma rivoluzionaria: investire nella prevenzione significa investire nel futuro del Paese. La nostra rete capillare e il supporto scientifico dimostrano la forza di questa iniziativa unica destinata a diventare un vero e proprio modello, con l’Italia che ancora una volta si conferma paese leader in Europa e nel mondo in fatto di cultura della sicurezza e qualità alimentare”.

Ettore Prandini — Presidente Coldiretti

SALUTE: ALL’EVENTO CAMPAGNA AMICA PER LA SALUTE” PRESENTATO L’INSTANT REPORT COLDIRETTI/CENSIS 

Per il 97% degli italiani mangiare in modo sano è essenziale per prevenire le malattie come diabete, patologie cardiache e obesità ma spesso fanno fatica a distinguere un cibo che fa bene da uno che fa male. Così l’88% dei cittadini vuol conoscere la reale provenienza di un alimento e dei suoi ingredienti. È quanto emerge dall’Instant report Coldiretti/Censis “Mangiare bene per vivere meglio” presentato oggi in occasione dell’iniziativa nazionale Campagna amica per la Salute in corso in oltre 70 delle principali eccellenze ospedaliere italiane ed europee (https://www.coldiretti.it/wp-content/uploads/2026/07/ELENCO-OSPEDALI-_GRAFICI_def.pdf), promossa da Coldiretti, Campagna Amica e Fondazione Aletheia. Quella del cibo che ammala sta assumendo le caratteristiche di una vera e propria pandemia silenziosa, alimentata da modelli di consumo che favoriscono prodotti industriali poveri di qualità nutrizionale e ricchi di ingredienti artificiali.

Ultraformulati e prodotti con additivi per un italiano su due (45%). Secondo il report Coldiretti-Censis, il 45% degli italiani consuma snack salati almeno una volta alla settimana, il 34% dolciumi e caramelle, il 31% merendine, il 20% barrette proteiche e il 16% energy drink. Il fenomeno assume proporzioni ancora più allarmanti tra i giovani. Il 61% consuma snack salati almeno una volta alla settimana, il 47% merendine, il 39% dolciumi, il 35% barrette proteiche e il 29% energy drink, una quota quasi nove volte superiore a quella registrata tra gli anziani.

La preoccupazione delle famiglie. Il 58% dei genitori riconosce che i figli, appena ne hanno la possibilità, tendono ad abbandonare un’alimentazione equilibrata, mentre la stessa percentuale si dichiara favorevole a limitare il consumo di alimenti ultraformulati.

Dal report emerge anche il rischio di una crescente percezione distorta di questi prodotti. Il 27% degli italiani ritiene infatti che barrette proteiche ed energy drink aiutino a mantenersi in forma. Ne è convinto il 35% dei giovani, il 31% degli adulti e il 16% degli anziani.

Bevande energetiche, consumo e frequenza tra i giovani. Le bevande energetiche stanno conquistando sempre più spazio nelle abitudini dei ragazzi, spinte da strategie di marketing aggressive, packaging accattivanti e dinamiche di emulazione sociale. Un genitore su due è convinto che i figli le consumino soprattutto perché rappresentano un fenomeno di moda tra i coetanei. Secondo il 52% dei genitori, inoltre, gli energy drink vengono utilizzati soprattutto nei periodi di studio più intenso, in prossimità di verifiche ed esami, trasformandosi così in un falso alleato delle prestazioni scolastiche.

Cresce la consapevolezza dei rischi. Tre italiani su quattro dichiarano di essere pronti a rinunciare alle barrette proteiche (75%) e agli energy drink (75%), mentre oltre sette su dieci eliminerebbero merendine (71%), dolciumi e caramelle (71%). Più contenuta, ma comunque maggioritaria, la quota di chi rinuncerebbe agli snack salati (63%). Un segnale importante che conferma come stia maturando una nuova sensibilità verso un’alimentazione fondata su cibo vero, trasparenza, di qualità e origine certa. È da qui che Coldiretti rilancia la propria battaglia sindacale e culturale: difendere il lavoro degli agricoltori significa anche difendere la salute dei cittadini, riportando il cibo naturale e la Dieta Mediterranea al centro delle politiche pubbliche di prevenzione e contrastando un modello alimentare dominato da prodotti ultraformulati, spesso sostenuti da campagne di marketing molto più forti dell’informazione nutrizionale.

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