Quadrini: “Un congresso non è un colpo di stato, serve per condividere strategie”

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Per quale motivo chiedere la celebrazione di un congresso provinciale o di un’assemblea pubblica viene visto come una sorta di colpo di Stato? Non è così. Anzi, credo che un evento del genere (ovviamente da celebrarsi in videoconferenza e con il rispetto delle normative anti Covid) andrebbe nella direzione di quella democrazia partecipata che sta nel Dna di Forza Italia. Fra l’altro in provincia di Frosinone l’unico partito che celebra i congressi in maniera sistematica è il Pd e sinceramente sono stufo di lasciare a loro il monopolio di questo tipo di manifestazioni. Noi siamo un partito moderato, centrista, cattolico. Esprimiamo una classe dirigente di primo livello, abbiamo sindaci e amministratori: un confronto globale sul da farsi sarebbe assolutamente necessario. Il sottoscritto, unitamente a Gioacchino Ferdinandi, aveva messo in programma un “tour” per incontrare gli amministratori e ragionare con loro sul da farsi. Poi l’esplosione della seconda ondata Covid ha bloccato il progetto. Che però resta valido. Quando l’amico Anselmo Rotondo chiedeva un coordinatore provinciale unico, non lo ha fatto per delegittimare chi guida il partito. Lo ha fatto perché esiste la necessità di avere una figura che abbia il tempo di dedicarsi a Forza Italia in Ciociaria h24. Oggi l’amico Rotondo con la sua sospensione dal partito ci ha dato un segnale che deve essere assolutamente attenzionato. Va immediatamente aperto un dialogo e programmato un confronto all’interno del partito che tenga presente tutte le sfumature e prenda in considerazione tutte le sensibilità. Forza Italia non può permettersi di perdere una figura storica come quella di Anselmo Rotondo, sempre coerente con le sue scelte, Sindaco importante di questo partito che con la sua decisione dimostra che in questo partito manca la condivisione e l’ascolto.Voglio subito sgombrare il campo da possibili equivoci: c’è un commissario pienamente legittimato, il senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone. Il quale sta operando bene. Ma il punto è che una gestione commissariale va benissimo per un determinato periodo, poi il partito deve organizzarsi per tornare ad un assetto ordinario che guardi al territorio. Un congresso servirebbe non a “contarsi”, ma a condividere. A confrontarsi su scelte importanti e delicate. A cominciare dalle candidature a sindaco nei Comuni che vanno alle urne in primavera. Ma poi ci sono pure le provinciali. E gli assetti degli enti intermedi. Ma soprattutto c’è la politica: dobbiamo assolutamente raccogliere le istanze della gente e per farlo dobbiamo decidere una linea unitaria e perfettamente condivisa. Da Paliano a Cassino, passando per Frosinone. Un grande partito come il nostro non può avere paura di confrontarsi e di guardarsi negli occhi e non può permettersi di perdere elementi importanti che hanno sempre lavorato bene e per il bene del partito.  Un congresso provinciale o un’assemblea pubblica servirebbero a rinsaldare le file. Non a disunirle. Non ci sono “imboscate” da fare, ma strategie da preparare e condividere.
Gianluca Quadrini, Presidente del gruppo provinciale di Forza Italia

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