Avezzano – Pronto soccorso sotto pressione all’ospedale di Avezzano, dove l’aumento degli accessi si somma alla carenza di posti letto e a una dotazione di personale giudicata insufficiente. Un flusso continuo di pazienti, familiari e ambulanze rende particolarmente complessa la gestione quotidiana, tra emergenze, codici minori e persone in attesa di ricovero.
A fotografare la situazione è il primario del pronto soccorso, Carlo Rodorigo, che sottolinea come il problema non riguardi esclusivamente l’organizzazione del reparto. «Per molte persone questo è l’unico luogo al quale potersi rivolgere», spiega, evidenziando come incidenti, infarti, ictus e altre emergenze arrivino inevitabilmente al pronto soccorso, mentre anche i codici minori finiscono per gravare sulla struttura.
A pesare è anche l’aumento delle presenze nella Marsica in questo periodo dell’anno, che determina inevitabilmente una crescita delle richieste di assistenza. Con soli due medici in servizio, secondo il primario, diventa difficile sostenere un carico di lavoro così elevato, soprattutto in un periodo nel quale deve essere garantito anche il diritto alle ferie del personale.
Rodorigo richiama quindi la necessità di rivedere i criteri di distribuzione delle risorse, tenendo conto non soltanto delle funzioni attribuite ai singoli presidi, ma anche del numero effettivo delle prestazioni. Il riferimento nazionale per un Dea di primo livello, spiega, supera i 45mila accessi appropriati l’anno.
Tra le ipotesi indicate dal primario c’è anche una diversa organizzazione dei medici attualmente impegnati nei punti di primo intervento di Tagliacozzo e Pescina. Una loro maggiore disponibilità presso Avezzano, secondo Rodorigo, potrebbe contribuire ad alleggerire la pressione sul pronto soccorso principale.
Ma c’è un altro nodo decisivo: la mancanza di posti letto nei reparti. Quando viene disposto un ricovero, l’assenza di disponibilità costringe infatti i pazienti a rimanere più a lungo in pronto soccorso, rallentando il percorso assistenziale e occupando spazi necessari per le nuove emergenze.
In mezzo a una situazione già congestionata non è mancato anche un episodio curioso: un uomo, in attesa degli esiti degli accertamenti della nonna, si è presentato in pronto soccorso accompagnato da un pitbull. Una presenza che ha inevitabilmente attirato l’attenzione, ma che resta un dettaglio rispetto a una criticità ben più ampia: un pronto soccorso chiamato a fronteggiare un numero crescente di pazienti con risorse e posti letto che, secondo quanto denunciato dal primario, non sembrano sufficienti a sostenere il carico di lavoro.
Pronto soccorso di Avezzano al collasso: troppi pazienti e pochi posti letto
