Incendio Re.Mat, AVS: “Adesso basta attese: servono verità, bonifiche e Stato di Emergenza”

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Adesso servono verità e risposte concrete
In merito ai recenti sviluppi sul devastante incendio che ha colpito l’impianto di trattamento rifiuti Re.Mat di San Giorgio a Liri, accogliamo con favore i provvedimenti finalmente adottati dalle istituzioni. Si tratta di misure che la nostra forza politica aveva richiesto fin dalle prime ore dell’emergenza.
La sospensione cautelare dell’Autorizzazione Unica disposta dalla Regione Lazio, con il fermo delle attività fino alla conclusione degli accertamenti, e la diffida alla società affinché relazioni sui rifiuti coinvolti nell’incendio rappresentano passi necessari per fare piena luce sull’accaduto.
Positivo anche quanto emerso dal tavolo operativo presso il Comune di San Giorgio a Liri, con l’avvio del monitoraggio delle matrici ambientali. È quanto avevamo chiesto con forza: la tutela del territorio non può fermarsi ai confini dell’impianto. Seguiremo con attenzione il lavoro di ASL, ARPA Lazio, Acea e Consorzio di Bonifica affinché i controlli siano rigorosi e completi.
Apprendiamo inoltre che il Commissario Straordinario ha chiesto agli enti competenti di valutare l’eventuale revoca delle prescrizioni di sicurezza sulla base degli esiti delle analisi. Su questo punto siamo chiari: insieme ai cittadini e al Comitato Civico “San Giorgio Prima di Tutto” chiediamo la pubblicazione tempestiva di tutti i risultati. La trasparenza è un diritto e nessuna decisione può prescindere da dati scientifici certi. La cautela deve prevalere su ogni fretta.
Questi primi interventi vanno nella direzione giusta, ma non basta. L’incendio del 12 luglio 2026 ha dimostrato la fragilità del nostro territorio e le pesanti conseguenze per cittadini, ambiente e imprese agricole.
Per questo continuiamo a chiedere la dichiarazione dello Stato di Emergenza, indispensabile per garantire risorse straordinarie, ristori alle aziende colpite e una gestione efficace della fase successiva. Allo stesso modo riteniamo necessario affidare le operazioni di bonifica e il post-emergenza a una struttura commissariale terza, capace di operare con trasparenza, rapidità e rigore.
Lo ribadiamo con fermezza: la sospensione delle attività e il sequestro dell’impianto non possono essere il punto di arrivo. Continueremo a vigilare affinché si accertino tutte le responsabilità, si proceda alla bonifica dell’area e si adottino misure concrete per evitare che il nostro territorio debba affrontare ancora tragedie di questo tipo.

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