Il metabolismo della bellezza: curarsi attraverso una corretta alimentazione

dieta migliora salute mentale

Negli anni Novanta era lo yogurt, poi sono arrivati il kiwi e le bacche di goji. Oggi il tormentone salutista ha una variante geografica, quella dello yogurt greco, tra l’altro ottimo sostitutivo di un pranzo completo. Il clima di confusione generale in cui viviamo da mesi ha generato molte domande anche sulle scelte alimentari, tanto più se l’obiettivo è quello di avere un sistema immunitario efficiente e limitare i danni dell’aging. A rispondere per primi sono coloro che da sempre indagano il rapporto corpo-mente, spostando il problema da cosa mangiare a come mangiarlo: «Il mindful eating è una tecnica che implica più consapevolezza e ascolto dei nostri bisogni e può suggerire un nuovo modo di stare a tavola, focalizzandosi sulla qualità dell’esperienza, ovvero lentezza del mangiare, attivazione dei cinque sensi», suggerisce Stefano Erzegovesi, psichiatra e nutrizionista, direttore del Centro disturbi del comportamento alimentare del San Raffaele di Milano, coautore del libro Fake news alimentari. 10 buone abitudini per orientarsi al meglio su cibo e alimentazione, armonizzando corpo e mente (Franco Angeli) e, in tempi più recenti, di La dieta della mente felice (Vallardi).

Prima di compilare la lista di cibi amici di salute e bellezza, bisogna spostare l’attenzione dalla testa alla pancia. «C’è un asse che collega il nostro intestino al cervello e al resto del corpo e la cabina di regia è il microbiota: l’insieme di tutti i microrganismi che vivono nell’intestino. Se lavora bene, il nostro corpo funzionerà al meglio, altrimenti gli “scarti” entrano in circolo, provocando una serie di disturbi, dal gonfiore addominale alle infiammazioni a livello articolare e cutaneo, comprese acne o psoriasi. L’alterazione del microbiota può influire anche sulla sindrome da affaticamento cronico, sulla funzionalità della tiroide, sulle patologie del sistema nervoso, come ansia, depressione e irritabilità. Il segreto è semplice: bisogna consumare fibre, contenute in frutta e verdura, e tanta acqua, veicolo del metabolismo dei batteri», consiglia Diana Scatozza, medico nutrizionista e farmacologo.

Sempre a tavola si può intervenire sui processi di invecchiamento dell’organismo (rughe e non solo), causati dallo stress ossidativo, cioè dai radicali liberi che danneggiano le membrane cellulari e favoriscono le malattie degenerative e cardiovascolari. «Bisogna tenere sotto controllo il rapporto tra i grassi omega 6 e gli omega 3, cioè dobbiamo mangiare più pesce, frutta secca e semi», suggerisce ancora Scatozza. «E limitare il più possibile i cibi super processati, su tutti quelli da forno, “bombe” di zuccheri, grassi saturi e farine iper raffinate. Inoltre, per esigenze che vanno dall’estetica alla durata, passando dalla palatabilità, sono pieni di coloranti, addensanti, gelificanti e dolcificanti. Bisogna ritornare ad acquistare materia prima fresca e trovare il tempo per cucinarla, o il tempo se lo prenderà la malattia», aggiunge Maria Rosa Di Fazio, oncologa, responsabile del Servizio di Oncologia Medica integrata del Centro internazionale SH Health Service di San Marino, docente di Oncologia integrata e Food management del paziente oncologico all’Università di Catania, nonché autrice di vari libri dedicati al cibo, che cura per Mind Edizioni.

Un ruolo a sé giocano gli integratori, un mondo che, anche in periodo di lockdown, ha mostrato una buona crescita in termini di fatturato, con una premessa: «Quello che fa di un integratore un prodotto valido è la sua biodisponibilità, cioè quanto i suoi principi siano assorbibili e utilizzabili dall’organismo, almeno un 90-95 per cento. Ma conta anche se si tratta di un prodotto di origine naturale oppure di sintesi», spiega ancora Di Fazio. «Per il microbiota ci sono i probiotici, da non confondere con i fermenti lattici. Sono gruppi di microrganismi che arrivano vivi nell’intestino: ne esistono di vari ceppi e vanno acquistati in modo scrupoloso, a seconda del problema che si vuole curare».

Chi ama un approccio olistico, punterà a migliorare il proprio stile di vita con esercizi, tecniche di respirazione e meditazione: «Le nostre giornate sono spesso troppo cariche di stress. Di fatto, ciò blocca l’energia a partire da quella del fegato che, se diventa stagnante, condiziona gli altri organi. Allora iniziamo a perdere i capelli, diminuisce la vitalità, cresce l’anemia e il peso corporeo, il viso si gonfia, bruciano gli occhi e lo stomaco», affermano Melanie Waxman e Maria Romeralo, esperte di nutrizione e Gloria Sabater, esperta in medicina preventiva presso SHA Wellness Clinic. I consigli pratici non mancano, «dall’agopuntura al massaggio ai piedi che ci connette alla terra, dal massaggio Tui Na alla pratica del Qi Gong e del Tai Chi», spiegano. La strada del futuro potrebbe essere un nuovo benessere trasformazionale, quello che passa da esperienze personalizzate, calibrate uno a uno, a tavola e non solo. Per migliorare, trasformandoli, comportamenti e automatismi, solleticando e attivando i cinque sensi.

fonte ilsole24ore.com – foto generica web

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