Il clima politico a Frosinone resta incandescente. Dopo le tensioni esplose nell’ultima seduta del Consiglio comunale, la vicenda è tutt’altro che chiusa. I consiglieri “dissidenti”, insieme alle opposizioni, sono pronti a rivolgersi al Prefetto e al Segretario generale per chiedere chiarimenti sulla validità delle delibere approvate nelle sedute del 3 e del 30 luglio, mentre resta aperta la questione dell’elezione del presidente del Consiglio comunale.
Secondo quanto emerso, il gruppo dei dissidenti sostiene che non sia possibile proseguire i lavori dell’assemblea facendo ricorso alla supplenza del vicepresidente. Una posizione ribadita con forza da Anselmo Pizzutelli, che definisce la figura del presidente “fondamentale” per il corretto funzionamento dell’aula.
La frattura all’interno della maggioranza che sostiene il sindaco Riccardo Mastrangeli appare ormai evidente. La gestione della crisi politica continua ad alimentare polemiche, con accuse di aver privilegiato la tenuta degli equilibri politici rispetto alla ricerca di una soluzione condivisa.
Per i consiglieri critici, il primo cittadino avrebbe dovuto affrontare con maggiore determinazione la situazione, evitando rinvii e compromessi che, anziché ricomporre la maggioranza, ne hanno accentuato le divisioni. Da qui la decisione di chiedere un intervento delle istituzioni competenti per fugare ogni dubbio sulla legittimità degli atti approvati.
Con la pausa estiva ormai alle porte, la crisi resta congelata solo temporaneamente. A settembre il Consiglio comunale tornerà a riunirsi e sarà chiamato ad affrontare non solo le questioni amministrative, ma anche un delicato passaggio politico che potrebbe ridefinire gli equilibri della maggioranza. La partita, dunque, è tutt’altro che conclusa e il futuro dell’amministrazione Mastrangeli si preannuncia ancora ricco di incognite.
Frosinone, il Consiglio resta nel caos: la maggioranza traballa e lo scontro si sposta dal Prefetto
