Il centrodestra di Frosinone appare sempre più diviso. Quella che fino a pochi anni fa era una coalizione compatta oggi si presenta come un fronte attraversato da tensioni, accuse reciproche e profonde divergenze politiche. Le dichiarazioni rilasciate dagli esponenti di Forza Italia e Lega certificano una frattura che sembra ormai difficilmente ricomponibile.
Ad accendere il dibattito sono le parole del capogruppo di Forza Italia, Maurizio Scaccia, che punta il dito contro il sindaco Riccardo Mastrangeli, accusandolo di aver “polverizzato” il centrodestra attraverso una gestione politica caratterizzata da continui cambi di maggioranza e da un progressivo allontanamento dal progetto scelto dagli elettori nel 2022.
Dalla Lega arriva però una lettura completamente diversa. Il consigliere Dino Iannarilli rivendica la scelta di restare al fianco dell’amministrazione, sostenendo che l’obiettivo resta quello di portare a termine il programma di governo votato dai cittadini. Una posizione che evidenzia come, all’interno della stessa coalizione, convivano ormai visioni politiche inconciliabili. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il centrodestra frusinate appare frammentato, mentre il dibattito si concentra sempre più sugli equilibri di Palazzo e sempre meno sulle risposte ai problemi della città. La contrapposizione tra gli alleati rischia di trasformarsi in un vantaggio per le opposizioni, che osservano con attenzione una maggioranza sempre più fragile. Con le elezioni amministrative del 2027 all’orizzonte, il tempo per ricucire i rapporti si assottiglia. Se il confronto continuerà ad alimentarsi attraverso accuse pubbliche e distinguo politici, il rischio concreto è che il centrodestra arrivi al prossimo appuntamento elettorale profondamente diviso, pagando il prezzo di una crisi che, giorno dopo giorno, appare sempre più evidente.
Frosinone, crisi senza fine nel centrodestra
