Frosinone, chiesto il processo per il direttore del Consorzio Asi per la tragica morte di ANTONELLO GERILLI

auto precipitata

La richiesta del Pm a conclusione delle indagini preliminari del procedimento per il tragico volo dal cavalcavia di Piedimonte San Germano del 58enne di villa S. Lucia

Se quel guardrail fosse stato collegato correttamente il povero Antonello Gerilli sarebbe ancora vivo: a rispondere della sua tragica morte è stato dunque chiamato il direttore del Consorzio Asi di Frosinone, l’Ente che ha progettato il cavalca-ferrovia di Piedimonte San Germano dal quale il cinquantottenne è precipitato. Si avvicina il momento della verità e della giustizia per i familiari del camionista di villa Santa Lucia, e per Studio3A-Valore S.p.A. che li assiste e che per primo aveva rilevato le gravi irregolarità della barriera installata sul ponte ferroviario che sovrappassa la linea Roma-Napoli: a chiusura delle indagini preliminari, il Pubblico Ministero della Procura di Cassino titolare del relativo procedimento penale per omicidio stradale, il dott. Eugenio Robolino, ha chiesto il rinvio a giudizio per Claudio Ferracci55 anni, di Frosinone, in qualità per l’appunto di direttore di Asi.

La tragedia si è consumata il 27 ottobre del 2019. Gerilli, che ha lasciato la moglie e due figli, stava percorrendo il cavalcavia quando ha perso il controllo della sua Fiat Grande Punto finendo contro il guardrailsfondandolo e precipitando di sotto da un’altezza di oltre dieci metri: un volo che non gli ha lasciato scampo. Un decesso istantaneo “da porsi in nesso causale diretto ed esclusivo con il grave politrama contusivo-fratturativo secondario all’incidente e la conseguente insufficienza cardio-respiratoria acuta”, come ha concluso il dott. Fabio De Giorgio, docente di Medicina legale dell’Università Sacro Cuore di Roma, il consulente tecnico incaricato dal magistrato di effettuare l’autopsia.

Era parso evidente fin da subito, tuttavia, come i dispositivi di trattenuta su quel cavalcavia fossero lacunosi, in primis ai familiari della vittima, che per fare piena luce sui fatti e sulle responsabilità, attraverso il responsabile della sede di RomaAngelo Novelli, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che ha immediatamente effettuato un sopralluogo con i propri tecnici. Ispezionando il tratto in questionetransennato dai carabinieri di Piedimonte, è emerso chiaro che le barriere erano sì fissate con un perno ai sostegni piantati a terra sul cemento, ma che i fascioni non erano collegati tra di loro con i relativi bulloni di fissaggiomancanti quasi del tutto, specie sul lato dove la vettura è precipitata. Criticità, e relativi pericoli, non sfuggite neanche ai carabinieri e alla polizia locale, che le hanno riferite al sindaco di Piedimonte, Giacchino Ferdinandi. Il quale, il 29 ottobre, ormai troppo tardi per Gerilli, ha emanato un’ordinanza “contingibile ed urgente” disponendo il divieto di transito a veicoli e pedoni sul ponte ferroviario per salvaguardare la sicurezza stradale sia veicolare che pedonale”, e imponendone la messa in sicurezza “Rfi, Rete Ferroviaria Italiana, quale esecutore dell’opera”, e “ad ASI Frosinone in qualità di Ente proprietario dell’area”. L’Asi, per inciso, ritenendo che spettasse al Comune intervenire, ha impugnato l’atto avanti il Tar di Latina, che ha rigettato l’istanza cautelare, ed è giunto fino al Consiglio di Stato, che tuttavia ha respinto anche l’appello.

Già questo aveva certificato le perplessità dei familiari della vittima e di Studio3A. Ma poi a fugare ogni dubbio è arrivato il deposito della perizia cinematica affidata dal Pm al prof. ingegner Lucio Pinchera. Il perito ha sì accertato che la causa tecnica dell’innesco dell’incidente va ascritto alla condotta di guida e alla perdita di controllo dell’auto da parte della vittima, ma ha altresì sottolineato come “concorre sul profilo dell’esito la condotta omissiva egli organi apicali che hanno appaltato e non verificato il progetto, il Consorzio Asi di Frosinone, nonché concesso l’agibilità al traffico e preso in carico il tratto per il collegamento tra aree interne, il Comune di Piedimonte San Germano”. L’installazione originaria della barriera – prosegue la perizia – è manifestamente irregolare e contraria non solo alle norme tecniche costruttive delle strade ma anche alle più elementari regole dell’arte e della buona tecnica. Non collegando tra loro i nastri della barriera guardrail è venuta a mancare sia la tenuta in sé che la contiguità strutturale dell’intero sistema, presupposti basilari perché un siffatto dispositivo possa assolvere la sua funzione. Numerosi ed estesi tratti risultano privi dei serraggi finanche nel numero massimo di otto. Lo stesso stato di rinvenimento del reperto proiettato nel sottostante piano erboso unitamente al veicolo dimostra che lo specifico tratto di nastro della lunghezza di 4 metri non era stato stato agganciato agli elementi precedente e successivo ovvero ai paletti di sostegno”.

Per il Ctu, dunque, si configura “a carico del direttore dei lavori della ditta costruttrice Di Lieto Costruzioni Generali Spa (che però nel frattempo è deceduto e quindi non è procedibile, ndr), dei responsabili apicali del Consorzio Asi quale organismo appaltante nonché del Comune di Piedimonte (…) il reato di omicidio colposo stradale”. Questi ultimi due soggetti “possono essere chiamati a rispondere di inadeguata realizzazione, verifica, collaudo e custodia del bene: la mancata contiguità della protezione stradale si è concretizzata come un’insidia non visibile per l’utente, ma prevedibile per i suoi potenziali effetti per chi ha realizzato l’operanon verificato il collaudo, concesso l’apertura al traffico e rilasciato il permesso di agibilità”. Una fuoriuscita stradale, infatti, non è una circostanza “abnorme” ma un evento del tutto prevedibile, sottolinea il prof. Pinchera, che conclude con l’affermazione forse più pregnante di tutte: “l’analisi incidentologica ha dimostrato che la presenza della barriera correttamente collegata nel suo sviluppo avrebbe reindirizzato il veicolo evitandone la precipitazione”. Una conclusione che non fa che aumentare i rimpianti, la rabbia e la richiesta di giustizia da parte dei familiari di Antonello Gerilli.

Alla luce dei risultati, Studio3A ha immediatamente chiesto e ottenuto le coperture assicurative al Consorzio Asi e si sta rapportando con la sua compagnia assicurativa per garantire ai propri assistiti un congruo risarcimento sul piano civile, e il Pubblico Ministero ha assunto i primi provvedimenti iscrivendo inizialmente nel registro degli indagati il sindacoGioacchino Ferdinandi, ma poi il prosieguo dell’inchiesta ha evidentemente portato il Sostituto Procuratore a individuare la responsabilità esclusiva in capo al Consorzio, con conseguente richiesta di archiviazione per il primo cittadino e richiesta di rinvio a giudizio per Ferracci, successivamente a sua volta indagato, “perché – si legge nel provvedimento – nella qualità di responsabile del Consorzio Asi di Frosinone, quale ente che ha progettato il cavalca ferrovia al km 129+593 della tratta ferroviaria Roma-Napoli, lungo la via Pistillo del comune di Piedimonte San Germano, ometteva di effettuare i dovuti controlli statici dell’infrastruttura a mezzo di proprio personale tecnico e disattendeva, altresì, i disposti di cui alla Direttiva Ministeriale del 25.8.04 quanto all’obbligo del controllo dell’efficienza e sorveglianza della strada in attuazione del D.M. 21.06.04 circa la modalità di protezione dei ponti, del D. M. 28.6.11 e del D. M. n. 223/92 circa l’installazione corretta di un adeguato dispositivo di ritenuta, provocando con le condotte di cui sopra lo sfondamento del guardrail e il precipitare dell’auto con conseguente morte di Antonello Gerilli”. Il Sostituto procuratore ricorda altresì, come già detto, che “l’analisi incidentologica ha dimostrato che la presenza della barriera correttamente collegata nel suo sviluppo avrebbe reindirizzato il veicolo evitando la precipitazione e quindi il decesso di Gerilli”. Ora si attende il riscontro dell’istanza da parte del Gip del Tribunale di Cassino e la fissazione dell’udienza preliminare.

COMUNICATO STAMPA

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