Frosinone, appello all’Amministrazione: “Stop alla vendita dell’ex MTC”

palazzo munari (1)

La decisione dell’Amministrazione Comunale di procedere alla vendita dell’ex MTC, complesso immobiliare di proprietà del Comune di Frosinone situato in via A. Fabi, di fronte l’Ospedale Spaziani e in prossimità dell’area del Casaleno, è stato oggetto di esame da parte della Commissione Speciale Sanità, nella seduta del 10 luglio u.s., presieduta dal Presidente dr.ssa Teresa Petricca con la partecipazione dei componenti dott. Giovambattista Martino, dott. Norberto Venturi e del consigliere avv. Pasquale Cirillo.  L’immobile è costituito da un fabbricato di oltre 3.000 mq, destinato ad uffici e servizi, oltre a magazzini, depositi e un laboratorio di 140 mq, insistenti su 16.420 mq. Il  prezzo posto a base d’asta  è di 2.100.000 euro. Nel corso della riunione sono emerse valutazioni ed indicazioni riportate nel verbale di Commissione: “La Commissione, in merito la vendita della “ex MTC” da parte dell’amministrazione, con la prima seduta di asta andata deserta, dopo opportune e motivate valutazioni, ha ritenuto prioritario che l’Amministrazione valuti l’opportunità di utilizzo di tale  proprietà comunale sita in  Via Armando Fabi a favore della collettività, che tenga conto della favorevole ed irripetibile posizione poiché ubicata di fronte l’Ospedale “Fabrizio Spaziani” e in contiguità con la Città della Salute, che ne indirizzi la destinazione a specifico ed unico scopo sanitario, anche mediante un partenariato pubblico o pubblico-privato. L’interesse da parte della Commissione Sanità nasce dalla necessità assoluta di preservare la struttura  per un utilizzo  unicamente sanitario, considerate le storiche criticità della sanità territoriale, che riflettono una situazione complessa ed emergenziale che genera   migranti sanitari nel quotidiano.  La Commissione, pertanto, auspica che l’Amministrazione Comunale riconsideri  l’indirizzo politico adottato a favore della vendita della struttura, opzione che tra l’altro non figura neppure nel programma elettorale del Sindaco Mastrangeli, ma  sorta solo a seguito di una trattativa politica. Seppure trattasi di bene classificato alienabile, alla luce delle necessità sanitarie e delle evidenze  declinate in sede di discussione, la  Commissione Sanità  invita l’Amministrazione e la Giunta Comunale a rivedere la politica complessiva dell’utilizzazione /alienazione dei beni comunali, per evitare da un lato acquisti incongrui come quello del vecchio stabile di Via G. Rossini da destinare a Centro per l’impiego ( € 2.400.000,00) e dall’altro  l’alienazione di propri beni a prezzi irrisori ed il cui valore strategico, per posizione, estensione , potenzialità e soprattutto necessità,  risulta utile e irrinunciabile per la collettività”. Alla luce degli sviluppi in corso, riteniamo opportuno ribadire la nostra posizione politica. A nostro avviso, la scelta di alienare un bene pubblico di tale rilevanza strategica non appare motivata da esigenze economiche straordinarie o da una situazione di dissesto finanziario dell’ente. Si tratta più che altro di una valutazione e convergenza politica che suscita interrogativi sulle ragioni di tale decisione. In particolare, osserviamo che l’Amministrazione aveva recentemente deliberato l’acquisto di un altro immobile per un importo di circa 2,4 milioni di euro, immobile che, secondo quanto risulta dagli atti pubblici, era stato acquistato pochi mesi prima da un soggetto privato per un prezzo significativamente inferiore. Riteniamo che tale circostanza meriti un adeguato approfondimento nell’ambito del dibattito pubblico. Analogamente, qualora fosse confermato il mancato recupero di una quota rilevante di crediti TARI ancora insoluti, ciò potrebbe indurre a riflettere sull’opportunità di privilegiare il recupero delle entrate rispetto alla dismissione di immobili considerati strategici per il patrimonio comunale. Va inoltre considerato che il prezzo a base d’asta dell’ex MTC è fissato in 2.100.000 euro e che, in caso di aste deserte, la normativa consente successive riduzioni del prezzo, con il rischio che il bene possa essere ceduto a valori addirittura molto inferiori.Per queste ragioni riteniamo legittimo aprire un confronto pubblico sull’effettiva convenienza economica e strategica dell’operazione. Alla luce di un’attenta valutazione del rapporto tra costi e benefici, ci chiediamo quale sia l’interesse pubblico perseguito dalla vendita dell’ex MTC e quali vantaggi concreti essa possa apportare alla collettività.

 

Teresa Petricca,  Pasquale Cirillo,  Giovambattista Martino

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