Esodo Cisternese, testimonianza superstite grotte. Ucraini e bandiera proiettata

Bandiera Ucraina su Palazzo Caetani

Nel segno del ricordo, con il pensiero a chi vive la guerra. La testimonianza di un rifugiato nelle grotte.
Presente una rappresentanza di profughi ucraini, la loro bandiera proiettata su Palazzo Caetani

È stata una giornata ricca di emozioni e riflessioni, la celebrazione del 78esimo anniversario dell’Esodo Cisternese.
Un susseguirsi di cerimonie, testimonianze dirette e videoregistrate, deposizioni e iniziative contro la guerra e di solidarietà verso il popolo ucraino.
Come ha sottolineato il sindaco Valentino Mantini, nel suo intervento dinanzi al monumento ai Caduti di tutte le guerre, il 19 marzo è una data molto importante che Cisterna non vuole e non deve dimenticare.
Un evento che ha segnato profondamente la storia della comunità, prima bersagliata dall’avanzata delle truppe alleate sbarcate il 22 gennaio ad Anzio-Nettuno, e poi costretta dal comando tedesco a lasciare la città dopo essersi rifugiata nelle grotte per scampare ai bombardamenti aerei. Infine cacciata dalla propria terra per farvi ritorno al termine del conflitto e ritrovarla martoriata, trasformata in un cumulo di macerie.
Per onorare i sacrifici patiti dalla popolazione, questa mattina si è tenuta la cerimonia di commemorazione alla presenza delle autorità civili e militari locali, delle associazioni, di alcuni studenti dell’Istituto Superiore Ramadù, dei cittadini.
Su invito del sindaco, presente anche una rappresentanza dei richiedenti asilo politico ucraini ospiti a Cisterna che sono stati accolti con un sincero e caloroso applauso.
Nelle Grotte Caetani l’amministrazione ha posto un omaggio floreale in onore ai quasi 4mila rifugiati, tra cui Giancarlo Sitta, allora bambino, che lì presente ha raccontato alcuni ricordi.
Il sindaco ha ricordato anche Raffaella De Filippo che nasceva nelle grotte Caetani proprio il 19 marzo 1944, poco prima dell’ordine di sfollare la città.
Le emozioni sono proseguite in biblioteca quando Piero Paliani ha letto un’intervista, risalente a 28 anni fa, al nonno Felice, e ritrovata in questi giorni dall’allora maestra Ines Chillon.
Sono seguite le videointerviste ai superstiti delle grotte, disponibili – insieme ad altri vari momenti della cerimonia – sulla pagina facebook del Comune di Cisterna.
Alle 12, nella Sala della Pace, all’interno del Palazzo Comunale, è stata scoperta l’opera “Odio” che l’artista Andrea Dros Canò ha donato al comune.
Infine, alle 18.30 la facciata di Palazzo Caetani, in Piazza 19 Marzo, si è illuminata con i colori della bandiera ucraina con impressa la scritta “STOP WAR”.
«Settantotto anni fa, i cisternesi furono costretti a lasciare le loro case per intraprendere un cammino verso un futuro incerto – afferma il sindaco di Cisterna Valentino Mantini -. Nonostante i sacrifici e il dolore, questa comunità è stata capace di risorgere perché è da sempre una comunità forte, solidale, piena di speranza. È per questo motivo che sono certo che la mia comunità è in grado di comprendere pienamente quello che sta vivendo il popolo ucraino in fuga dalla guerra, a cui va, soprattutto in questa ricorrenza, il nostro abbraccio».

COMUNICATO STAMPA

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