ROCCASECCA – Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha respinto il nuovo ricorso presentato dal Comune di Roccasecca contro l’ampliamento della discarica di Cerreto, confermando la legittimità dei provvedimenti autorizzativi rilasciati dalla Regione Lazio. Una decisione destinata ad avere un impatto significativo sul futuro dell’impianto e sulla gestione dei rifiuti nell’intero territorio provinciale.
Il contenzioso nasceva dalla richiesta avanzata dall’amministrazione comunale di annullare il diniego regionale relativo alla revisione delle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), necessarie per la realizzazione del quinto bacino della discarica. Il Comune chiedeva inoltre la revoca della proroga e di altri atti amministrativi collegati all’ampliamento del sito.
I giudici amministrativi hanno però ritenuto infondate le contestazioni, evidenziando come i provvedimenti impugnati siano ormai consolidati e non più suscettibili di annullamento. Nella sentenza viene sottolineato che il tempo trascorso dall’adozione degli atti e lo stato avanzato delle opere rendono non praticabile un intervento in autotutela da parte della Regione.
Il Tar ha inoltre ribadito che la gestione dei rifiuti rappresenta un interesse pubblico prioritario e che l’attività della discarica continua a svolgere un ruolo essenziale nell’attuazione del piano regionale. Un principio che ha pesato nella valutazione finale dei magistrati.
Per il Comune di Roccasecca si tratta dell’ennesima battuta d’arresto in una vicenda giudiziaria che da anni contrappone l’ente locale alla Regione Lazio e ai soggetti coinvolti nella gestione dell’impianto. La sentenza, salvo ulteriori sviluppi nelle sedi competenti, rafforza dunque il percorso autorizzativo dell’ampliamento e conferma la validità degli atti finora adottati.
La decisione riaccende inevitabilmente il dibattito sul futuro della discarica di Cerreto, tema che continua a dividere istituzioni, cittadini e associazioni del territorio. Con il pronunciamento del Tar, però, la strada dell’ampliamento appare oggi decisamente più solida dal punto di vista amministrativo e giuridico.
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