Covid Latina, misura la saturazione con lo smartphone e viene ricoverata: donna salvata dal suo cellulare

saturimetro

È stata la funzione Health, del suo smartphone Samsung, a salvare una donna originaria di Roma ma residente a Fondi, in provincia di Latina, la cui storia ha dell’incredibile.Dopo la positività al Covid-19 del figlio 17enne, contagiato probabilmente nel tragitto da casa a scuola sul solito bus gremito di pendolari, la signora ha iniziato ad accusare i primi classici sintomi.Avvisato il medico curante, la donna ha subito prenotato un tampone molecolare ma i tempi al drive in erano lunghissimi. L’appuntamento per lei, con febbre e dolori muscolari già da giorni, era infatti stato fissato per sabato 7 novembre. Senza lo status di positivo conclamato, come noto, non è possibile essere inseriti nel circuito del telemonitoraggio.Mamma, figlio 17enne positivo con sintomi lievissimi e fratello minore in perfetta salute sono così rimasti in isolamento, in attesa per giorni e giorni, senza saturimetro né cure di sorta.Con il passare dei giorni, però, benché la donna si sforzasse di reagire e di restare in forze, il respiro si faceva sempre più corto.«Quando mi sono resa conto che peggioravo troppo velocemente – racconta – ho iniziato a misurare il livello di ossigeno nel sangue con lo smartphone. Ho poi comunicato i dati al mio medico curante anche se, all’inizio, dati i risultati, entrambi pensavamo che l’applicazione non fosse attendibile».Grazie al contatto telefonico diretto, alle rilevazioni con l’app Health e alla descrizione della sintomatologia, il disponibilissimo medico di base ha iniziato a pensare che non ci fosse più tempo da perdere.«Ieri mattina – racconta ancora la donna – non riuscivo praticamente più a respirare, il mio medico curante ha chiamato l’ambulanza ma mi hanno detto che i tempi d’attesa sarebbero stati lunghissimi. Le ultime misurazioni fatte sempre con lo smartphone hanno però messo ulteriormente in allerta i sanitari che, alla fine, hanno fatto qualche chiamata e sono arrivati con l’ambulanza in meno di dieci minuti. Mi hanno ricavato un posto letto all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Fondi facendomi passare per un percorso dedicato ai pazienti covid. Mi hanno subito fatto il tampone e la tac e, come avevamo previsto, mi è stata diagnosticata una polmonite. In giornata sarò trasferita ma i medici ancora non sanno se a Latina o a Roma. Non oso pensare cosa sarebbe potuto succedere se fossi rimasta ancora a casa o in attesa sull’ambulanza: l’ho fatto presente in maniera abbastanza diretta e adirata nonostante il respiro corto».Una banale applicazione, insomma, ha salvato la vita di questa donna che, non avendo un dispositivo per la misurazione della pressione in casa, se non avesse pensato ad utilizzare lo smartphone, probabilmente non avrebbe potuto fornire al suo medico curante i dati necessari per snellire la procedura. Miracolosamente negativo il piccolo di casa, trasferito in un’altra abitazione per non rischiare di contrarre il virus. Positivo ma con lievi sintomi, invece, il fratello più grande: buone notizie per la signora che potrà pensare alla sua salute con due pensieri in meno.La strada verso la guarigione, del resto, sarà molto dura e piuttosto lunga.

foto e fonte ilmessaggero.it

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