Cassino, Stellantis sempre più ferma: a rischio fabbrica e indotto

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Ferma produzione, ferie forzate e futuro sempre più incerto. La Uilm lancia l’allarme: “Il Governo deve assumersi la responsabilità della vertenza. Non bastano le dichiarazioni”
Il silenzio attorno allo stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano non è più soltanto assenza di notizie. Per i lavoratori e per l’intero indotto rappresenta ormai una situazione di crescente preoccupazione, con il rischio concreto che i lunghi periodi di fermo produttivo finiscano per indebolire ulteriormente il tessuto economico e occupazionale del territorio.
È questo il quadro delineato dalla Uilm Frosinone, attraverso le parole del segretario Gennaro D’Avino, che torna a chiedere un intervento deciso da parte del Governo e un confronto sul futuro industriale del sito cassinate.
Le ferie forzate e i continui periodi di fermo stanno infatti diventando una costante per i lavoratori. Una situazione che, secondo il sindacato, non può essere considerata normale né tantomeno sostenibile nel medio periodo.
Il problema, però, non riguarda soltanto i dipendenti Stellantis. Attorno alla fabbrica ruota un sistema produttivo composto da numerose aziende dell’indotto, migliaia di lavoratori e famiglie che risentono direttamente delle difficoltà dello stabilimento.
“Non basta aspettare”, è il messaggio che arriva dal sindacato. Servono decisioni, investimenti e soprattutto certezze sul futuro produttivo del plant.
La preoccupazione è legata anche all’assenza di una prospettiva industriale sufficientemente chiara. Il territorio, dopo anni di presenza dell’automotive, rischia di pagare un prezzo altissimo se non verranno individuate rapidamente nuove missioni produttive e garantiti adeguati livelli occupazionali.
D’Avino sottolinea come la vertenza non possa essere ridotta a una semplice questione sindacale. In gioco c’è il futuro industriale di un’intera provincia, considerando il peso che Stellantis e l’indotto hanno sull’economia locale.
Il sindacato chiede quindi che il Governo assuma un ruolo diretto nella vertenza, superando la fase degli annunci e arrivando a un confronto concreto con azienda, lavoratori e rappresentanze territoriali.
“Il tempo degli annunci è finito: è il momento delle decisioni”, è il senso dell’appello riportato nell’intervento della Uilm.
E il calendario produttivo continua a essere osservato con grande attenzione. Ogni giornata di fermo significa meno produzione, meno lavoro e maggiore incertezza per migliaia di persone.
La partita, dunque, non riguarda soltanto Stellantis. Riguarda il futuro dell’automotive nel Cassinate, la tenuta dell’indotto e la capacità delle istituzioni di difendere uno dei principali poli industriali del Lazio meridionale.
“Non è una battaglia sindacale né una questione politica: è una sfida sul futuro”, ribadisce la Uilm.
Ora il territorio attende risposte concrete. Perché il rischio, sottolinea il sindacato, è che il silenzio venga interpretato come un segnale di disimpegno proprio quando servirebbe, invece, una strategia industriale chiara e di lungo periodo.

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