Boville Ernica (FR) – Convegno scuola “I muri dentro e intorno a noi”

convegno muri scuola Armellini

E’ iniziato con esecuzione dell’Inno di Mameli presso l’aula magna della scuola secondaria di primo grado “Armellini” lunedì 4 novembre, il convegno dal tema “I muri dentro e intorno a noi” con la testimonianza di don Pawel, organizzato in occasione del trentesimo anniversario della caduta del muro di Berlino, in concomitanza con la festa dell’Unità nazionale e giornata delle forze armate.

Erano presenti, per l’Amministrazione comunale di Boville Ernica, il sindaco dottor Enzo Perciballi, l’assessore all’Istruzione e alla Cultura Anna Maria Fratarcangeli, l’assessore ai Servizi sociali, Anna Verrelli, e la consigliera comunale delegata alla Comunità Monta dei Monti Ernici, Elisa Palombi.

Presenti anche i carabinieri della locale stazione, agli ordini del luogotenente Mario Vinci.

A fare gli onori di casa il dirigente scolastico professor Giacomo La Montagna, la vicepreside professoressa Nunzia Scarano, referente del progetto, e il professor Augusto Colasanti che ha diretto il coro d’istituto.

La prima parte dell’evento è stata dedicata alla festa dell’Unità d’Italia e delle Forze armate: aperta con l’Inno nazionale è proseguita con il saluto ai presenti del dirigente. E’ seguita la proiezione de “La guerra vista dalle donne”, una presentazione realizzata dagli alunni della classe III A, che hanno avuto anche il compito di leggere alcune poesie di Ungaretti. Quindi la canzone “La Leggenda del Piave”, eseguita dal coro d’istituto diretto dal professor Colasanti, che ha chiuso la prima parte dell’incontro dedicato alla festa del IV Novembre.

LA TESTIMONIANZA DI DON PAWEL MACIASZEK

Ad aprire il secondo e intenso momento dell’incontro-dibattito è stato don Pawel Maciaszek, il sacerdote polacco, parroco del santuario Madonna delle Grazie e della chiesa di San Lucio che, per 28 anni, ha vissuto dietro la cortina di ferro, dall’altra parte del  muro.

<Sono nato due giorni dopo che hanno costruito il muro di Berlino – ha detto fra l’altro il sacerdote – sono vissuto per 28 anni dietro la cortina di ferro, nell’Est Europa. La storia vera l’ho studiata dopo il 1980. Si viveva male, il cibo non mancava ma mancavano le libertà. Non avrei mai immaginato di poter venire da quest’altra parte del mondo>.

Don Pawel ha ricostruito la storia di quegli anni così come l’ha vissuta lui e poi, in un altro passaggio ha spiegato come <la caduta del muro di Berlino abbia rappresentato soltanto l’ultima fase della caduta del Comunismo>. Nel 1989 quando è caduto il muro lui era in Italia già da sette anni.

Il preside e la vicepreside, nei loro interventi, hanno ricordato come, dopo la caduta del muro, nel mondo siano state costruiti più di 6 mila chilometri di barriere.

Don Pawel ha concluso spiegando i vari modi che ci sono oggi per essere contro i muri: le scelte politiche, evitare gli opportunismi, e la parola “bullismo” per cui ha commentato: <Ditemi se questo non è un muro>.

Poi ha parlato dei nuovi mezzi di comunicazione, che rappresentano un pericolo per la libertà, e di come ci possa difendere dalle notizie false, attraverso la cultura e il sapere.

Dopo il dibattito e le domande degli scolari, attraverso cui sono stati approfonditi molti degli argomenti trattati, e prima delle conclusione e del saluto del preside, è stato il sindaco Perciballi a portare il suo messaggio agli studenti presenti.

IL MESSAGGIO DEL SINDACO ENZO PERCIBALLI

<E’ stata veramente una bella lezione, quella di don Pawel, che ha dato testimonianza di un’altra parte del mondo che noi non abbiamo conosciuto, per nostra fortuna. Sicuramente è partendo da questi elementi che ci si confronta e si cresce insieme>.

<Quanto ascoltato qui stamattina, insieme a ciò che sento nel mio cuore e che penso, ha rafforzato la mia idea per cui la cultura è molto importante>.

E poi, rivolgendosi ai ragazzi, ha aggiunto: <Voi siete nella scuola, questo il luogo più adatto. E’ dalla cultura che dobbiamo partire. Essa ci aiuta a capire, a confrontarci e, soprattutto, a superare le nostre paure. I muri partono da dentro di noi, dalle nostre paure: se le usiamo come elemento per misurarci e coalizzarci contro un altro nella stessa classe, magari cercando di diventare dominanti e assumere anche il più stupido degli atteggiamenti da bullo, questo è un male>.

<Con la cultura invece, con la socializzazione, con il dialogo, con il rispetto, otteniamo la libertà di poterci confrontare, con i nostri compagni, con i nostri vicini di banco, aiutandoli e facendoci a nostra volta aiutare, senza mai imporre>.

Il primo cittadino ha concluso dicendo: <Io ho apprezzato molto e ringrazio don Pawel per le profonde riflessioni che ha suscitato, dettate da una vita vissuta con il desiderio della libertà, di stare dall’altra parte del muro. Se non ci piacciono i muri impegniamoci a non crearli. Cerchiamo di avere rispetto degli altri ma soprattutto di noi stessi. Perché è rispettando noi stessi che abbattiamo qualsiasi muro. Il muro viene costruito per dividere, per ostacolare, ed è questo che crea il vero problema sociale. Quindi studiare, confrontarsi, vivere lo studio come una crescita è fondamentale per evitare che si innalzino muri, anche e soprattutto fra di noi>.

Comunicato stampa

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