Boville Ernica – Bonus facciate, bufera sulle chiese: quattro indagati

CHIESA San Lucio Boville Ernica

La Procura di Frosinone ha chiuso le indagini preliminari su una presunta truffa legata ai lavori di ristrutturazione di due chiese realizzati attraverso il Bonus Facciate. Tra gli indagati figurano l’ex sindaco, due rappresentanti della società incaricata degli interventi e il professionista che ha seguito la direzione dei lavori.

L’inchiesta, avviata dopo una segnalazione dell’Agenzia delle Entrate e sviluppata dalla Guardia di Finanza di Frosinone, ipotizza irregolarità nella gestione dei contributi pubblici destinati al rifacimento delle facciate delle chiese di San Lucio e della Madonna delle Grazie. Secondo quanto riferito, l’intera vicenda avrebbe preso avvio anche da una segnalazione presentata dall’allora consigliere comunale di minoranza, oggi componente della maggioranza, Mino Sordilli, agli enti preposti ai controlli – Guardia di Finanza e Procura della Repubblica – con la richiesta di fare piena luce sui lavori di manutenzione straordinaria della chiesa di San Lucio, finanziati attraverso il Bonus Facciate al 90%.

Secondo gli investigatori, allo Stato sarebbe stato arrecato un presunto danno di oltre 111 mila euro, mentre le due parrocchie avrebbero sostenuto costi superiori rispetto ai lavori effettivamente eseguiti.

Al centro dell’indagine ci sono gli interventi effettuati nel 2021, finanziati per il 90% attraverso il Bonus Facciate e per il restante 10% dalle parrocchie. L’accusa sostiene che una delle opere sarebbe stata realizzata soltanto in parte, mentre nell’altra i lavori non sarebbero mai iniziati, nonostante fossero state emesse le relative fatture e maturati i crediti d’imposta.

Gli inquirenti contestano ai quattro indagati, a vario titolo, i reati di truffa e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. All’ex sindaco viene inoltre contestata l’ipotesi di sostituzione di persona per il presunto deposito di documentazione protocollata a nome del parroco. Tra le aggravanti figura anche quella di aver arrecato un danno a un ministro di culto.

I legali degli indagati hanno già annunciato di respingere ogni addebito e, dopo aver esaminato gli atti, intendono dimostrare la piena correttezza delle condotte contestate. L’avviso di conclusione delle indagini rappresenta una fase preliminare del procedimento e non implica alcun giudizio di colpevolezza: spetterà ora alla magistratura valutare le rispettive posizioni.

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