Welfare, ritardi e risorse: la polemica sul sostegno alla non autosufficienza. La consigliera Mattia chiede risposte e tempi certi
Il tema del bonus caregiver per la non autosufficienza torna al centro del dibattito politico nel Lazio, con una critica sempre più netta nei confronti della gestione regionale delle risorse destinate alle famiglie che assistono quotidianamente persone non autosufficienti.
A sollevare il caso è la consigliera regionale del Partito Democratico Eleonora Mattia, che ha chiesto alla Giunta Rocca di intervenire per accelerare l’erogazione dei contributi e smaltire gli eventuali arretrati.Il problema, secondo quanto riportato nell’intervento, riguarda famiglie che stanno ancora aspettando i contributi relativi al 2026, mentre in diversi casi sarebbero state costrette ad anticipare di tasca propria le spese necessarie per garantire l’assistenza ai propri familiari.
Una situazione che pesa soprattutto su chi sostiene quotidianamente i costi della non autosufficienza e che, oltre alle difficoltà economiche, deve fare i conti con l’incertezza sui tempi di rimborso.La Regione Lazio ha annunciato che da lunedì inizierà l’erogazione delle risorse relative al bonus per la non autosufficienza, spiegando che prima dei pagamenti sono state effettuate le verifiche sulle rendicontazioni del primo semestre 2026.
Una risposta che, però, non cancella le perplessità sollevate sul funzionamento della macchina amministrativa.
Per le famiglie, infatti, non si tratta semplicemente di numeri o procedure burocratiche: dietro ogni contributo ci sono spese sostenute, assistenza quotidiana e persone che non possono permettersi di aspettare indefinitamente.Il punto politico è proprio questo: quanto tempo deve ancora passare prima che un sostegno destinato alle famiglie più fragili arrivi concretamente a chi ne ha diritto? La Regione parla di procedure e verifiche. Le famiglie, invece, hanno bisogno soprattutto di tempi certi, pagamenti puntuali e risposte immediate.
Bonus caregiver, la Regione Lazio finisce sotto accusa: “Famiglie ancora costrette ad aspettare”
