Avezzano – Di Pangrazio sfida il modello delle “grandi città”: «Così i piccoli borghi rischiano di morire. Serve la Quinta Provincia»

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AVEZZANO – È un appello a difesa delle aree interne quello lanciato dal sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, che interviene nel dibattito sul futuro dell’assetto territoriale e politico dell’Abruzzo.
Nel mirino del primo cittadino ci sono due processi che, a suo giudizio, potrebbero accentuare la marginalizzazione dei piccoli Comuni: il collegio unico e la nascita di grandi aggregazioni urbane.
«Tutti vogliono diventare grandi – osserva Di Pangrazio – ma ci si dimentica che l’Abruzzo è composto prevalentemente da piccoli borghi, paesi e comuni montani». Il rischio, secondo il sindaco, è che la concentrazione amministrativa e politica finisca per indebolire ulteriormente le comunità delle aree interne, privandole di una rappresentanza adeguata.
Di Pangrazio rilancia quindi con forza il progetto della “Quinta Provincia”, pensato come una rete tra territori, amministrazioni e comunità delle aree interne, senza cancellarne identità e peculiarità.
Il riferimento è anche ai progetti di aggregazione territoriale che interessano diversi centri abruzzesi, dalla Grande Pescara alla possibile Grande L’Aquila, passando per le ipotesi riguardanti Teramo e Vasto.
«Se il concetto deve essere quello della concentrazione – sottolinea – sarebbe altrettanto facile parlare di una “Grande Marsica”. Ma non è questa la strada che dobbiamo perseguire».
L’obiettivo, secondo il sindaco di Avezzano, dovrebbe essere quello di costruire un’area vasta delle aree interne, capace di mettere in rete servizi, infrastrutture e competenze, mantenendo però la specificità dei singoli territori.
«Per diventare grandi è l’unione che fa la forza e non viceversa», afferma Di Pangrazio, che considera la “Quinta Provincia” non una contrapposizione alle altre realtà abruzzesi, ma un progetto strategico per rafforzare il peso delle zone interne.
Una posizione destinata ad alimentare il dibattito politico regionale. La sfida, secondo il sindaco di Avezzano, è evitare che la ricerca di “grandi città” e grandi bacini elettorali finisca per lasciare indietro quei piccoli Comuni che rappresentano una parte essenziale dell’identità e del territorio abruzzese.

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