Di Augusto D’ Ambrogio
LAZIO – Gli anziani soli e fragili non possono diventare un’emergenza da ricordare soltanto dopo i casi di cronaca. L’allarme lanciato dalla presidente della Commissione regionale Sanità e Politiche sociali, Alessia Savo, è condivisibile, ma inevitabilmente solleva una domanda: perché intervenire sempre dopo che qualcosa è già accaduto?
La proposta di legge sull’affido degli anziani fragili rappresenta un possibile strumento, ma tra annunci, proposte e buone intenzioni resta il nodo più importante: i servizi sul territorio funzionano davvero e riescono a intercettare per tempo chi è solo?
Perché parlare di dignità, vicinanza e prevenzione è importante, ma agli anziani servono soprattutto risposte concrete, assistenza continuativa e una rete realmente presente.
La politica regionale dovrebbe dimostrare con i fatti di essere capace di prevenire l’isolamento, non limitarsi a commentare le tragedie quando finiscono sulle pagine dei giornali.
Le parole fanno notizia. I servizi, invece, salvano vite.
