C’è un angolo della nostra città che racconta la nostra storia e che, per anni, è stato un punto di riferimento per le famiglie, gli anziani e i bambini. Parliamo di quell’area verde, il cosiddetto Parchetto, nata come parte di un antico parco di proprietà del Convitto Nazionale Regina Margherita, che grazie a un accordo, di non molto tempo fa, tra il Comune e la proprietà era diventata a tutti gli effetti un parco pubblico. Un luogo speciale, non solo per la sua bellezza, ma soprattutto perché sarebbe l’unico parco del centro città (una città assolutamente carente di spazi verdi pubblici accessibili), in una zona facilmente raggiungibile e fondamentale per garantire spazi di socializzazione alle persone più fragili o con difficoltà motorie.
Ma oggi, questo luogo rischia di sparire per sempre sotto una colata di asfalto.
Il progetto: scavi, vegetazione eliminata e cemento
Nel Marzo 2025, il Comune ha acquisito quest’area con un obiettivo preciso: trasformarla in un parcheggio automobilistico. Per farlo, i progetti prevedono lavori pesanti di scavo e livellamento del terreno, in modo da portarlo alla stessa altezza della strada sottostante.
I danni per il quartiere e per l’ambiente rischiano di essere pesantissimi e irreversibili.
Minaccia per il verde e gli alberi storici
La vegetazione interna al parco sarà cancellata. C’è forte preoccupazione anche per i platani dello storico via-le: in un primo momento il progetto ne prevedeva il taglio e, solo grazie alla protesta dei cittadini, è stata fatta marcia indietro eliminando l’abbattimento dalla seconda stesura, di cui si conosce solo una presentazione in streaming. Tuttavia, temiamo ancora per la loro sorte: le piante potrebbero comunque ostacolare gli accessi al parcheggio e subire danni. In ogni caso, questo viale storico – che compare persino nelle foto d’epoca della visita in città del Principe Umberto di Savoia – verrà completamente snaturato.
Asfalto e isola di calore
Coprire il terreno con l’asfalto significa “impermeabilizzarlo”: l’acqua piovana non potrà più essere assorbita dal suolo. Inoltre, eliminando le piante si creerà una vera e propria “isola di calore”. Senza l’ombra e l’ossigeno della vegetazione, l’aria della nostra prima periferia diventerà ancora più calda e irrespirabile durante l’estate.
Rinunciare ad uno spazio verde di socializzazione
Si rinuncia per sempre alla possibilità di donare alla città uno spazio naturale di socializzazione e di interazione a ridosso del centro storico; un luogo in cui le famiglie si possano ritrovare, portare i propri figli a passeggio, in cui organizzare eventi e iniziative
Il vincolo storico e la battaglia del Coordinamento Ambientale “Difendiamo la Valle” di Anagni
C’è un dettaglio fondamentale che non può essere ignorato: l’intero parco è protetto da un decreto della Soprintendenza (secondo il Codice dei Beni Culturali, art. 10 comma 1 del D. Lgs n. 42 del 2004). Significa che quell’area ha un valore storico, culturale e paesaggistico che lo Stato ha deciso di tutelare. Non è un semplice pezzo di terra dove poter scavare a piacimento.
Per questo motivo, il Coordinamento “Difendiamo la Valle” di Anagni è sceso in campo, per proteggere questo patrimonio che appartiene a tutti noi. Il trenta maggio del 2025, il Coordinamento, assieme ad altre associazioni e cittadini, ha inviato una richiesta ufficiale di intervento urgente alla Soprintendenza per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio e ad altre Istituzioni regionali e nazionali competenti in materia.
L’obiettivo è chiaro: bloccare i lavori prima che sia troppo tardi e che vengano causati danni irreparabili al paesaggio e alla qualità della vita dei residenti.
Perché questa storia riguarda tutti noi
Con il parcheggio sarà cancellato l’unico parco pubblico accessibile della città; aumentare il cemento e l’asfalto in una città già calda non è la soluzione. Il Coordinamento Ambientale “Difendiamo la Valle di Anagni” sta portando avanti – assieme ad associazioni e cittadini – questa battaglia ambientale e culturale per ricordare a tutti che la salute dei cittadini, l’inclusione delle categorie più fragili e la memoria storica del nostro territorio valgono molto di più di qualche posto auto. In attesa dell’esito delle nostre osservazioni inviate agli enti competenti, è importante che tutta la cittadinanza sia consapevole di ciò che stiamo rischiando di perdere.
COMUNICATO STAMPA COORDINAMENTO AMBIENTE ANAGNI
