Siamo tutti profondamente scossi e indignati per quanto accaduto mercoledì sera, presso l’ex clinica Madonna delle Grazie. Un pestaggio brutale, minacce di morte con armi da taglio, ferite gravi inferte a giovanissimi, da parte di un branco di coetanei. Alle vittime e alle loro famiglie, che hanno avuto il coraggio di denunciare affrontando persino intimidazioni successive sotto casa, va la nostra totale e incondizionata solidarietà. Ma la solidarietà, oggi, non basta più. Chiunque osservi lucidamente la realtà della nostra Città sa che questo non è un episodio isolato, ma il drammatico sintomo di una malattia strutturale. È la conseguenza diretta di un vuoto che riguarda molti aspetti ma è anche amministrativo. Il vuoto lasciato da un’Amministrazione di destra che ha smesso di ascoltare, di prevenire e di governare le dinamiche giovanili. Mentre la giunta si autocelebra per una stagione estiva appena inaugurata, il drammatico episodio di questi giorni mette in risalto l’assenza di opportunità culturali per giovani e adolescenti, nel già freddo e modesto cartellone estivo, del tutto estraneo ai reali bisogni relazionali dei nostri ragazzi. Cosa offre oggi Anagni ad un adolescente? Assolutamente nulla! Le uniche opzioni di socialità sono state ridotte al consumo passivo tra bar e pizzerie. Non esistono spazi di crescita e luoghi sani di aggregazione, mancano politiche culturali e sportive in grado di intercettare il disagio prima che si trasformi in violenza e devianza. Questo vuoto sociale viaggia di pari passo con lo svuotamento fisico del nostro centro storico. La totale assenza di programmazione e di una visione a lungo termine da parte dell’amministrazione ha trasformato il cuore pulsante di Anagni in una vetrina spenta. Senza un progetto strategico, giovani e famiglie sono letteralmente spinti ad andarsene, a fuggire da una Città che non ha più nulla da offrire se non declino, degrado ed insicurezza. L’abbandono fisico della ex clinica, divenuta “terra di nessuno” pur trovandosi a pochi passi dai principali presidi di sicurezza, è lo specchio esatto dell’abbandono sociale in cui questa Amministrazione ha relegato le nuove generazioni. Quando le istituzioni arretrano, la prepotenza avanza. L’incapacità di creare una Città a misura (anche) dei giovani sta condannando Anagni a vivere nella paura. Chi non costruisce il futuro, rende pericoloso anche il presente. ✅️Il PD di Anagni chiede e propone tre azioni immediate per cambiare rotta: 🚫Innanzitutto chiediamo e proponiamo la messa in sicurezza ed il recupero degli «spazi fantasma». Emissione di un’ordinanza immediata per la chiusura degli accessi all’ex clinica ed a tutti i ruderi urbani, con la contestuale chiusura fisica ad ogni possibile accesso. E, contestualmente, avvio concreto delle procedure per istituire un vero centro di aggregazione giovanile polifunzionale, dove i ragazzi possano espri 🖲️In secondo luogo chiediamo e proponiamo la creazione di un tavolo di crisi permanente sul disagio giovanile. L’organizzazione e la convocazione urgente di una task force operativa che riunisca Comune, forze politiche, forze dell’ordine, operatori scolastici, servizi sociali e tutte quelle realtà sociali che sono vicine al mondo giovanile, lo conoscono e ci dialogano quotidianamente. È necessario mappare le situazioni a rischio e pensare magari ad istituire la figura dell’educatore di strada. 🔄Infine chiediamo e proponiamo la rimodulazione dell’estate anagnina, con l’inserimento di attività gratuite e specificatamente mirate per la fascia adolescenziale (tornei sportivi serali, laboratori di street art, spazi musicali autogestiti). L’energia dei giovani va trasformata in partecipazione attiva, non lasciata alla deriva. 📌Il PD di Anagni è prontissimo a fare la sua parte, immediatamente, per contribuire e collaborare affinchè Anagni non diventi la Città della paura. È tempo che chi governa Anagni apra finalmente gli occhi e si assuma le proprie responsabilità: la nostra Città merita di essere una comunità che protegge e fa crescere i suoi giovani, non un teatro di violenza. PD ANAGNI
Anagni, adolescenti: meno spazi fantasma, più spazi animati
